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A Palermo due neonati sono stati ricoverati per overdose di stupefacenti

La procuratrice per i minorenni Claudia Caramanna ha spiegato che non è la prima volta che si verificano fenomeni del genere

Neonati in overdose. Potrebbe essere difficile da credere e invece a Palermo episodi come questi sono sempre più frequenti. L’ultimo riguarda due bambini di appena 11 mesi: entrambi sono stati ricoverati nel giro di poche ore al Di Cristina per overdose di sostanze stupefacenti. Erano in condizioni gravi, così sono stati subito portati in rianimazione. I casi che finora si sono verificati nel capoluogo siciliano sono figli della disattenzione dei genitori assuntori di droghe: gli ultimi ad essere ricoverati avevano assunto hashish e cocaina. «Siamo preoccupati per questi episodi che riscontriamo sempre più spesso», ha detto a la Repubblica la procuratrice per i minorenni di Palermo Claudia Caramanna. E ha aggiunto: «Si tratta di episodi gravissimi perché atteggiamenti superficiali possono mettere a repentaglio la vita dei bambini».


Nell’ultimo caso la procura dei minori ha disposto perquisizioni nelle abitazioni dove si sono verificati gli episodi di assunzione di droga. E anche se non è stata trovata alcuna traccia di sostanza stupefacente, sono scattati i provvedimenti: i bimbi sono stati affidati al direttore sanitario dell’ospedale. Ora si attenderanno gli accertamenti sul contesto familiare. In altre situazioni, la procura ha sollecitato un intervento più deciso del tribunale, per far decadere la responsabilità genitoriale. «Non esiste una famiglia tipo per queste situazioni — spiega Marilù Furnari, la responsabile della direzione medica del Di Cristina — nel tempo ci siamo trovati di fronte a genitori provenienti da contesti di periferia, ma anche del centro città». Intanto in città la droga è sempre più un’emergenza da affrontare: l’età di chi ne fa uso si è abbassata a 12 anni, come rilevato dalle ultime statistiche della prefettura. E il numero complessivo di tossicodipendenti è in crescita: da 2524 del 2019 a 2628 del 2020, secondo quanto diffuso dall’Unità Dipendenze patologiche dell’Asp.


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