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Il focolaio tra i vigili urbani di Milano: almeno 20 agenti in quarantena. I sospetti sulla cena per la pensione del collega

La malattia è stata contratta in forma lieve. Il Comune ha predisposto subito la sanificazione di tutti i locali frequentati dai contagiati e dei veicoli di servizio

Dalla cena per l’imminente pensionamento di un collega al focolaio. È quanto accaduto al Comando decentrato 1 di Milano dove, ad oggi, nonostante le conferme un po’ ballerine, si registrano oltre 12 contagi da Coronavirus tra vigili urbani. Come riporta Il Giorno, fonti vicine al comando fanno capire che il focolaio potrebbe essere più grave di quanto emerso finora, con stime che vanno da 14 ai 20 agenti positivi e quindi costretti alla quarantena. Ma la cifra rischia di aumentare, considerando i possibili contatti stretti avvenuti durante i turni di lavoro. Ad ogni modo, tutto ha avuto inizio la settimana scorsa, dopo una cena in compagnia in un ristorante in zona piazza XXV Aprile. Nei giorni successivi i primi sintomi rilevati da alcuni dei presenti e i tamponi che hanno certificato si trattasse di Covid-19. La malattia è stata contratta in forma lieve, perché i soggetti erano vaccinati.


Il Comune ha predisposto subito la sanificazione di tutti i locali frequentati dai contagiati e dei veicoli di servizio, e i vigili sono stati sottoposti a isolamento. Le misure potrebbero essere arrivate troppo tardi: altri casi di contagio sono stati segnalati all’Annonaria e nei Comandi decentrati 6 e 9. Intanto il sindacato Sulpm ha chiesto al comandante di intensificare i controlli interni. «Ho sollecitato il Comando – spiega il segretario Daniele Vincini – ad avviare uno screening accurato che parta dalla Zona 1 e che poi coinvolga tutto il resto delle strutture». E poi: «Chiederemo pure una modifica dei protocolli sanitari per velocizzare le procedure». Per il Sulpm, infine, va posta un’attenzione particolare alla centrale operativa, «il motore della nostra macchina».


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