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La risposta degli attivisti Basta Dittatura al blitz della polizia: «Ci vogliono le bombe contro la procura»

15 Novembre 2021 - 11:40 Redazione
Un fermo immagine tratto da un video della polizia, 15 novembre 2021: La Polizia sta eseguendo una serie di perquisizioni in diverse città italiane nei confronti di No Vax e No Green Pass. Si tratta di 17 provvedimenti nei confronti dei più radicali affiliati al canale Telegram "Basta Dittatura". Nei loro confronti sono ipotizzati, a vario titolo, i reati di istigazione a delinquere con l'aggravante del ricorso a strumenti telematici e di istigazione a disobbedire le leggi.
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Dopo le perquisizioni di questa mattina - 15 novembre -, nelle chat dei No vax su Telegram hanno iniziato a circolare minacce contro i magistrati
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«Ci stanno dando la caccia. Stiamo attenti. La verità fa male a questo governo». Nella chat del canale Telegram Basta Dittatura, si è diffuso l’allarme: la mattina del 15 novembre, in diverse zone del Paese, sono state fatte perquisizioni nei confronti di quei attivisti No vax che hanno istigato all’uso delle armi per fomentare la protesta contro i vaccini anti Coronavirus. All’operazione, condotta dai magistrati torinesi specializzati in terrorismo, i leader di Basta Dittatura hanno risposto aizzando gli iscritti al canale a compiere un attentato alla procura: «Sapete cosa fare. Bisognerebbe andare tutti sotto il palazzo a lanciare bombe, così la smettono con questa dittatura».

Questo e altri messaggi sono al vaglio della Digos della questura di Torino. I No vax – ma anche i No Green pass che si muovono su Telegram -, in reazione ai 17 decreti di perquisizione della magistratura stanno preparando nuove proteste: «Potremmo organizzare gruppi di centinaia di persone – si legge nella chat di Basta dittatura – ed entrare senza mascherine in un centro commerciale. Ci rivolgiamo alle forze dell’ordine: state difendendo un governo che non è giusto, che sta facendo male. Il popolo si sta ribellando non perché è cattivo. Il nostro è un modo di dire no alle ingiustizie».

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