Dl capienze, tensioni nella maggioranza. Pd e M5s contro centrodestra e Italia Viva. Patuanelli: «Renzi vuole la crisi»

Lega, Forza Italia e Italia Viva votano con Fdi e contro l’esecutivo. Il ministro: «Ormai i renziani sono usciti dal campo riformista per entrare in quello del centrodestra»

Con 174 voti a favore, 20 contrari e nessun astenuto l’Aula del Senato ha approvato il Dl capienze, che ora passa all’esame della Camera. Il testo deve essere convertito in legge entro il prossimo 7 dicembre. Ma all’indomani del caos scatenato dalle nomine Rai, il voto in Aula ha messo ancor più in luce il nervosismo che corre tra i partiti della maggioranza del governo, con Pd e M5s che hanno accusato Lega, Forza Italia e Italia viva di aver «mandato sotto» per ben due volte il governo di cui fanno parte, come sostenuto in Aula dalla senatrice dem Caterina Biti. «Evidentemente qualcuno sta provando a costruire un’altra maggioranza di destra», sbotta uscendo dall’Aula la capogruppo del Pd, Simona Malpezzi che spiega: «L’evolversi della pandemia ha indotto l’esecutivo a dare parere negativo su alcuni emendamenti del dl Riaperture. Partito democratico, M5s e Liberi e Uguali si sono adeguati, gli altri no, e hanno applaudito quando hanno visto il governo andare sotto».


Anche Mariolina Castellone, capogruppo del M5s al Senato, ha definito «estremamente grave il voto contrario avvenuto rispetto al parere del governo da parte di alcune forze di maggioranza al Senato», riferendosi – anche lei – a Forza Italia, Lega e Italia Viva. E la senatrice pentastellata ha poi incalzato: «Il centrodestra e Italia Viva, che che con questo ennesimo atto proseguono nella manovra di avvicinamento reciproco, ne devono rendere conto, perché hanno deciso di votare contro l’esecutivo e i loro stessi ministri». E Castellone, infine, lancia la stoccata: «Se vogliono chiudere con l’esperienza del governo e aprire una crisi, se ne assumano la responsabilità e lo dicano: i cittadini devono sapere se chi guida il Paese in questa fase così critica è affidabile o meno». Dopo il voto, è arrivata un’ulteriore frecciatina da parte del ministro dell’Agricoltura Stefano Patuanelli contro il leader di Iv, Matteo Renzi: «È evidente che vuole un’altra crisi. Ormai Italia Viva è uscita dal campo riformista per entrare in quello del centrodestra». 


Gli emendamenti della discordia

Il Governo è stato battuto in due votazioni su alcuni emendamenti sui quali aveva precedentemente dato il proprio parere contrario. Il primo degli emendamenti in questione era stato precedentemente avanzato dal senatore del Pd Margiotta, e riguardava l’aumento al 100 per cento della capienza per i bus turistici. Ma l’esecutivo ha dato parere negativo e l’emendamento è stato dunque ritirato. La stessa modifica è stata riproposta da Fratelli d’Italia, e in Aula ha ricevuto i voti favorevoli dell’intero centrodestra, così come quelli di Italia viva e del dem Salvatore Margiotta. Altro emendamento della discordia e che ha “mandato sotto” il governo è stato quello proposto dal senatore Giuseppe Cucca di Italia Viva, relativo all’innalzamento temporaneo del tetto anagrafico per i direttori generali delle aziende sanitarie pubbliche. Anche su questo emendamento l’esecutivo aveva dato il proprio parere negativo. Malgrado ciò, nell’Aula di Palazzo Madama, si è ripetuto quanto accaduto con l’approvazione dell’emendamento precedente.

Foto in copertina: ANSA/ANGELO CARCONI

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