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Gimbe, in una settimana +14% di ricoveri in intensiva. In 7 province contagi da zona arancione – I dati

Il nuovo monitoraggio della Fondazione sui dati Covid in Italia registra una media giornaliera di nuovi contagi triplicata nel giro di un mese. «Entro fine anno servono 15,83 milioni di terze dosi iniettate»

«Netto incremento della circolazione virale con impatto ospedaliero». È il quadro che arriva dall’ultimo monitoraggio della Fondazione Gimbe nell’ultima settimana e conferma la piena quarta ondata di contagi da Covid-19. Un incremento che gli esperti definiscono «al momento contenuto grazie ai vaccini» e che segnala il +32,2% di nuove infezioni nel periodo tra il 10 e il 16 novembre rispetto ai 7 giorni precedenti. Da 41.091 casi si è passati a 54.370 in una sola settimana e i numeri appaiono in salita anche per le persone infettate che hanno dovuto ricorrere al ricovero. L’incremento registrato dal monitoraggio sulle ospedalizzazioni è del 15,5% per i reparti di area medica, dove vengono curati i pazienti positivi con sintomi non troppo gravi. Per le terapie intensive invece l’aumento è stato del 14,3%: 481 ricoveri di malattia grave rispetto ai 421 dei 7 giorni precedenti.


Tasso di incidenza oltre i 150 casi in 7 province

Il numero di casi ogni 100 mila abitanti determina l’importante valore del tasso di incidenza del virus nella popolazione. Secondo Gimbe attualmente sono 7 le province che superano i 150 contagi ogni 100 mila abitanti: Trieste, Bolzano, Gorizia, La Spezia, Forlì-Cesena, Padova e Vicenza. Si tratta della quarta settimana consecutiva in cui si registra un aumento del tasso settimanale. Una salita costante confermata anche dal valore della media giornaliera dei casi: «Nel giro di 30 giorni risulta triplicata», spiega il report, «da 2.456 il 15 ottobre a 7.767 il 16 novembre». L’aumento in percentuale si registra tra l’altro in tutte le regioni d’Italia: dallo 0,7% della Puglia al 180% della Valle D’Aosta.


«Pochi vaccinati e forniture al palo»

Sulla situazione della campagna vaccinale i monitoraggio settimanale di Gimbe non risulta incoraggiante rispetto alle prime nuove somministrazioni effettuate. «Negli ultimi 7 giorni ci sono state solo 127mila vaccinazioni» spiega il report, senza contare «la questione delle forniture al palo da 5 settimane». Il grosso del lavoro dunque secondo Gimbe è da fare sulle terze dosi, tra le strade principali in grado di arginare l’ondata invernale. «Entro fine anno ne dovrebbero essere somministrate 15,83 milioni, in media oltre 350 mila iniezioni giornaliere da qui al 31 dicembre», continua la Fondazione, che ora mette anche in guardia. «Per ridurre il rischio di misure restrittive è necessario ridurre la validità del Green pass a 6 mesi e introdurre l’obbligo vaccinale almeno per i lavoratori del pubblico». La proposta di Gimbe andrebbe ad accorciare ancora di più i tempi di rinnovo del pass sanitario rispetto all’ipotesi dei 9 mesi al vaglio del governo e sull’idea di eliminare l’opzione tamponi avverte: «Un super Green pass senza tamponi rischia solo di alimentare le tensioni sociali».

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