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Iss, Brusaferro: «Crescono i ricoveri tra i bambini. Più contagi tra i 30 e i 50 anni» – Il video

Durante la conferenza stampa sui dati epidemiologici della settimana, l’Istituto superiore di sanità ha disegnato un quadro di peggioramento su quasi tutti i fronti. Rezza: «La crescita c’è ma è lenta e questo solo grazie ai vaccini»

«Siamo ancora in una situazione più contenuta rispetto agli altri Paesi d’Europa ma comunque in crescita. La curva continua a salire e i dati regionali degli ultimi 14 giorni lo dimostrano». A riferire i dati settimanali della situazione epidemiologica in Italia è il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro. «I comuni dove nelle ultime due settimane dove c’è stato almeno un caso di Covid-19 sono in ulteriore crescita. E negli ultimi 7 giorni l’incremento è stato molto più significativo nelle fasce dei giovanissimi e in quella tra i 30 e i 50 anni». Sul tema dell’età il presidente Iss aggiunge: «C’è un incremento tra i casi pediatrici, in particolare sotto i 12 anni e in particolare tra i 6 e gli 11 anni. Questa è la fascia dove non è disponibile la vaccinazione. Tra le altre cose anche se i numeri sono piccoli vengono segnalati dei ricoveri anche per queste età», ha spiegato l’esperto, ribadendo l’importanza di mantenere atteggiamenti di prudenza e protezione. «Non è il caso di fare allarmismo ma la tendenza è in evidente peggioramento», ha aggiunto anche il professor Gianni Rezza. «Se da un lato non possiamo escludere l’acuirsi della quarta ondata dall’altro possiamo dire che la crescita è lenta grazie alla copertura vaccinale», ha continuato il presidente della Prevenzione del ministero della Salute, sottolineando come l’obiettivo principale ora sia incentivare la somministrazione delle dosi booster.


Salgono incidenza e ricoveri

Secondo quanto monitorato dall’Iss l’indice di contagio Rt appare stabile a 1,21, ma sale l’incidenza media dei casi ogni centomila abitanti e arriva a 98. Il dato più importante evidenziato dalla Cabina di Regia riguarda poi l’incidenza settimanale, che a livello nazionale continua ad aumentare: 98 per 100 mila abitanti (12/11/2021-18/11/2021) contro 78 per 100 mila abitanti della scorsa settimana (05/10/2021-11/11/2021). Nel periodo 27 ottobre – 9 novembre l’Rt medio calcolato sui casi sintomatici è stato invece pari a 1,21 (range 1,14 – 1,26), stabile rispetto alla settimana precedente e al di sopra della soglia epidemica. «I dati ci confermano settimana dopo settimana l’efficacia del vaccino: tra i 40 e 79 anni viene confermata una riduzione dell’efficacia nella protezione dall’infezione ma rimane molto elevata quella per l’ospedalizzazione in terapia intensiva e decessi» ha continuato Brusaferro.


Friuli e Bolzano le più a rischio

Ieri il sottosegretario alla Salute Andrea Costa ha fatto sapere che per questa settimana tutta l’Italia resterà in zona bianca. È invece in leggera diminuzione, ma ancora sopra la soglia epidemica, l’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero (Rt 1,09 (1,04-1,14) al 9/11/2021 vs Rt = 1,14 (1,1-1,19) al 2/11/2021. Secondo il report una regione va verso il rischio alto (il Friuli), mentre tutta l’Italia è attualmente a rischio moderato. Aumenta intanto il tasso di occupazione in terapia intensiva, che si fissa al 5,3% contro il 4,4% della settimana precedente. Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale sale al 7,1% contro il 6,1% all’11/10. I livelli di occupazione restano comunque sotto il livello di soglia fissato rispettivamente al 10 e al 15%. Infine, è in forte aumento anche il numero di nuovi casi non associati a catene di trasmissione (15.773 contro 11.001 della settimana precedente). La percentuale dei casi rilevati attraverso l’attività di tracciamento dei contatti è stabile (34% contro 34% la scorsa settimana).

Uno dei dati in diminuzione registrato dal report è quello della percentuale dei casi rilevati attraverso la comparsa dei sintomi (45% vs 48%) ed aumenta la percentuale di casi diagnosticati attraverso attività di screening (21% vs 18%). La Provincia autonoma di Bolzano e il Friuli-Venezia Giulia registrano questa settimana i valori massimi di incidenza di casi Covid: il valore è pari a 406 per 100 mila abitanti a Bolzano ed a 289,3 in Friuli. Nei due territori ci sono anche i valori più alti per l’occupazione delle terapie intensive e dei reparti di area medica: il Friuli ha un tasso di occupazione del 13,1% per le intensive (sopra la soglia massima del 10%) e del 14,8% per l’area medica (vicino alla soglia massima del 15%). Bolzano registra rispettivamente un tasso dell’11,3% per le intensive e del 14,2% per l’area medica.

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