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L’allarme degli anestesisti: «Rischiamo di dover scegliere chi curare, il governo intervenga prima»

Giarratano, presidente della Siaarti: «Il sistema ospedaliero rischia l’intasamento. Non si possono aspettare i colori»

Sul Super Green pass il governo deve muoversi prima della zona gialla. Perché il sistema ospedaliero è già in difficoltà. Lo chiede il professor Antonino Giarratano, presidente della Siaarti (Società Italiana di Anestesia, Analgesia, Rianimazione e Terapia Intensiva). Il raggiungimento dei 10 mila contagi al giorno e la crescita dei ricoveri in area medica e terapia intensiva indicano che l’Italia si trova già nella quarta ondata della pandemia di Sars-CoV-2. Per questo bisogna agire subito, prima che la situazione peggiori: «Con queste cifre e con questa tendenza preoccupante, che cade nel periodo autunnale e invernale in cui le aree critiche sono già sotto pressione, nel giro di un mese il sistema ospedaliero delle terapie intensive rischia pericolosamente l’intasamento. Occorre sicuramente dire che per fortuna non ci troviamo nella situazione drammatica che abbiamo vissuto l’inverno scorso: oggi abbiamo i vaccini che stanno difendendo in maniera importante la salute di milioni di italiani».


«Questo significa – prosegue Giarratano – che oggi i ricoverati sono soprattutto persone che hanno rifiutato la vaccinazione e altre che invece – anche se vaccinate – presentano condizioni di particolare fragilità ed alti fattori di rischio e stanno uscendo dopo 10 mesi dalla copertura piena dal contagio». Il pericolo è dietro l’angolo: «Chiediamo al governo di mettere in atto già da subito la manovre necessarie per una maggior attenzione socio-sanitaria, senza non attendere il colore ‘giallo’ che significa già 15% di ricoveri in più e nuovi morti. In presenza di numeri sempre più alti di ricoveri noi dovremo riservare posti in terapia intensiva per i ricoverati Covid-19, riducendo quindi i posti letto disponibili per pazienti cronici riacutizzati, chirurgici anche oncologici, cardiopatici, politraumatizzati e tutti quelli con sindromi acute che compromettono funzioni vitali», conclude il presidente di Siaarti.


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