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Nomine Rai, Fuortes si difende: «Ho rispettato la legge». Conte: «M5s mai più in tv? Non è detto»

L’ad di Viale Mazzini in audizione dopo le polemiche con il leader del M5s, che dice: «Serviva un chiarimento, la mia è una decisione reversibile»

Chiamato in audizione dalla Commissione di Vigilanza per parlare – tra le altre cose – delle ultime nomine Rai, l’amministratore delegato di Viale Mazzini Carlo Fuortes ha cercato di spegnere le polemiche di questi giorni. «L’ad della Rai è tenuto a rispettare quanto stabilito dalla legge e dallo Statuto dell’azienda: è quanto ho fatto e quanto farò in seguito. In autonomia quando è previsto, e ricercando l’accordo con il Cda quando è richiesto». Nelle parole di Fuortes è chiaro il riferimento all’attacco sferrato dal leader dei Cinque stelle Giuseppe Conte sei giorni fa. L’ex premier ha duramente criticato le nomine editoriali della gestione Fuortes, accusando l’ad di avere «esautorato» il M5s. Convocato dalla Commissione di Vigilanza Rai Fuortes si è difeso: «Sono molto soddisfatto delle nomine alle testate, che rispondo ai criteri di equilibrio, pluralismo, completezza, obiettività e indipendenza». Da oggi 23 novembre Monica Maggioni firmerà il Tg1, Simona Sala dirigerà il Tg3, Paolo Petrecca diventerà responsabile di Rai news e relativo sito web e Alessandra De Stefano sarà la nuova direttrice di Rai Sport. Alla guida del Tg2 resterà Gennaro Sangiuliano, come Alessandro Casarin resterà il direttore delle Testate Giornalistiche Regionali della Rai e Antonio Preziosi responsabile di Rai Parlamento. «Sono scelte vantaggiose per tutta la società», ha spiegato Fuortes, «anche per l’accresciuta presenza delle donne».


La difesa di Fuortes

Durante l’incontro con la Commissione, l’amministratore delegato ha fatto riferimento alle accuse sui criteri che lo avrebbero spinto alle nuove nomine. «Ho letto e ascoltato molte valutazioni sul mio operato e oggi sono qui per elencarne i criteri» ha detto. «Ho letto molte imprecisioni, e scenari distorti. Lo Statuto della Rai, che riprende la legge 200 del 2005, assegna all’amministratore delegato i poteri di nomina di tutti i dirigenti dell’azienda e specifica tre diverse procedure:», ha continuato Fuortes, «La nomina dei dirigenti non direttori di testata e canale viene fatta dall’ad in autonomia dal Cda, ed è quanto è avvenuto con i direttori Corporate e altri dirigenti. Per i direttori di rete e canali sia la legge che lo Statuto prevedono il parere obbligatorio del Cda, non vincolante, e il regolamento del Cda precisa che almeno 24 ore prima vengano inviati in consiglio nomi e curricula per consentire una valutazione adeguata». Per i direttori di testata, ha continuato, «la legge stabilisce che il parere del Cda è vincolante se espresso a maggioranza dei due terzi». Dopo aver ricordato tutte le norme che attualmente regolano la gestione delle nomine, Fuortes ha concluso: «Ho rispettato tutte queste norme in materia e lavorato a una proposta che incontrasse il voto unanime del Cda, mi dispiace non averlo raggiunto».


Poco dopo l’intervento di Fuortes, Conte ha così parlato della decisione di non mandare più esponenti M5s sui canali Rai: «Se è una decisione definitiva? Occorreva chiarire che sia il merito sia il metodo, per le ragioni già dette, non ci sono apparsi assolutamente condivisibili. Non ci è apparso chiaro il criterio e occorreva precisarlo anche per correttezza nei confronti dei cittadini. Non vogliamo contrastare quella che è la funzione del servizio pubblico o prendere la decisione irreversibile, ma occorreva un punto di chiarimento».

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