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Guede libero, lo sfogo di Amanda Knox: «Deve ancora dire la verità: lo faccia ora per tutti quelli che ha fatto soffrire»

A portare in carcere l’allora coinquilina di Meredith Kercher erano state anche le accuse di Rudy Guede. Su quel caso del 2007 restano ancora dubbi e speculazioni, che secondo la blogger americana solo l’italo-ivoriano può spazzare via

È un lungo e durissimo sfogo quello di Amanda Knox affidato a Twitter dopo aver saputo della scarcerazione anticipata di Rudy Guede, tornato libero 45 giorni prima della fine naturale della pena di 16 anni a cui era stato condannato per l’omicidio di Meredith Kercher. Su quella vicenda, secondo Knox, restano ancora troppi punti oscuri che solo Guede può chiarire. Ombre che ancora oggi perseguitano la ragazza americana che, assieme a Raffaele Sollecito, ha subito prima il carcere e poi una lunghissima odissea giudiziaria fino all’assoluzione arrivata solo in Cassazione. Un trattamento impari per Knox emerso già quando lei era stata «ingiustamente condannata» in primo grado a 26 anni, mentre Guede: «le cui impronte erano state trovate sporche del sangue di Meredith, il cui Dna era sul corpo della ragazza, e che è fuggito immediatamente dal Paese mentre io collaboravo con la polizia, è stato condannato a 30 anni, poi ridotti a 16 in appello».


Knox oggi ribadisce quanto già aveva detto sui suoi social tre anni fa, quando Guede aveva ottenuto la possibilità di lavorare fuori dal carcere: «Guede possiede un enorme potere di guarire le ferite degli altri danneggiati dalle sue azioni. Può dire la verità, assumersi la responsabilità e smetterla di incolparmi per lo stupro e l’omicidio di Meredith Kercher, che moltissime prove dimostrano ha commesso da solo». Per Knox sarebbe un gesto doveroso non solo nei confronti della famiglia della ragazza britannica, ma anche per lei e Sollecito, perché riuscirebbe a mettere fine alle: «torbide speculazioni su questo caso» e «ripristinerebbe la mia reputazione ingiustamente danneggiata assieme a quella di Raffaele».


Il peso di quelle speculazioni giornalistiche è ancora forte oggi per la blogger americana, a distanza di 14 anni dall’esplosione di uno dei casi giudiziari più eclatanti anche sul fronte mediatico. Knox se la prende proprio con i media, che ancora oggi descrivono Guede come: «l’unico condannato» per l’omicidio di Meredith Kercher. Descrizione che risponde al vero, secondo Knox, ma tendenziosa: «implica che ci fossero più parti responsabili. Ma non c’erano. Guede ha agito da solo». Solo davanti a una confessione, quindi, Guede potrà essere definito: «L’uomo che ha ucciso Meredith Kercher e ha incolpato un’innocente ragazza americana».

La 34enne americana non esclude di poter perdonare Guede per le accuse che le sono costate quattro anni di carcere, ma solo se fosse lui a chiedere perdono: «Se mostrasse vero rimorso… lo applaudirei, gli augurerei ogni bene ed esorterei gli altri a guardare la sua umanità». Un passo che per il momento non è arrivato, nonostante: «le persone cambiano», chiosa Knox: «Rudy è cambiato? Dicono che la verità ti renderà libero. Oggi è libero e deve ancora dire la verità, permettendo agli altri di continuare a portare il peso della sua colpa».

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