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Infermiera No vax può tornare al lavoro, il giudice ribalta la sospensione della Asl di Roma

Il magistrato che ha voluto il suo reintegro si chiama Giulio Cruciani Nella sua decisione ha spiegato che la sospensione dal lavoro deve considerarsi come «un evento eccezionale in un’azienda medio-grande»

Dovrà essere riammessa al lavoro un’infermiera della Asl Roma 6 che era stata sospesa perché si era rifiutata di vaccinarsi contro il Coronavirus. Lo ha deciso il giudice del lavoro di Velletri, che con un decreto cautelare dello scorso 22 novembre ha ordinato alla Asl l’immediato ritorno al suo posto di lavoro alla Centrale Sats di Marino, in provincia di Roma, e il ripristino dell’erogazione dello stipendio. Secondo il giudice Giulio Cruciani la sospensione dal lavoro doveva essere solo l’extrema ratio ed è da considerarsi come un «evento eccezionale in un’azienda medio-grande». Alla base del decreto cautelare è stato stabilito il principio secondo cui non possono essere compromessi diritti come la dignità personale, quella professionale e il ruolo alimentare dello stipendio. Secondo l’avvocato che difendeva l’infermiera, il tribunale del lavoro ha così ribadito la prevalenza del diritto al lavoro che «non può far riferimento al diritto alla salute, se sono state proprio le decisioni del governo a stabilire che lo stesso è garantito attraverso il ricorso ai tamponi ogni 48 ore».


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