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Ema, i piani di emergenza per la variante Omicron: «Pronti per il peggio anche se speriamo per il meglio»

Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’Agenzia del Farmaco Europea: «Stiamo ancora valutando cosa fare. I vaccini restano lo strumento chiave»

L’Agenzia del farmaco europea (Ema) ha pronti i piani di emergenza per fronteggiare una nuova ondata dell’epidemia di Coronavirus per la variante Omicron. Lo ha detto oggi Emer Cooke, direttrice esecutiva dell’agenzia nel suo intervento al parlamento europeo. «Stiamo ancora valutando con attenzione, ma se necessario, a causa della nuova variante Omicron abbiamo i piani di emergenza. Siamo pronti per il peggio anche se speriamo per il meglio. I vaccini restano lo strumento chiave», ha detto Cooke. Che poi ha spiegato che l’agenzia è pronta a interventi: «Sappiamo che i virus mutano e siamo pronti. Da febbraio scorso abbiamo creato delle linee guida per permettere alle aziende di adattare rapidamente i vaccini se ciò sarà necessario. E credo che dobbiamo essere molto cauti adesso, non sappiamo ancora se sia necessario».


4 mesi per modificare i vaccini

La direttrice ha spinto sull’immunizzazione: «Dobbiamo lavorare ancora di più per fare crescere il tasso di vaccinazione negli Unione europea soprattutto in quegli Stati membri dove questi tassi sono pericolosamente bassi. Questo è particolarmente importante man a mano che avremo più informazioni sulla variante Omicron». E infine ha portato l’esempio dell’Irlanda: «Nel mio Paese è vaccinato il 93% della popolazione adulta e si registrano 15 morti per milione di abitanti. In Paesi Ue in cui il tasso di vaccinazione della popolazione adulta è inferiore al 50% il tasso di mortalità è intorno ai 250 per milione di abitanti».


Cooke ha anche spiegato che un’eventuale modifica o un aggiornamento per i vaccini richiederà 3 o 4 mesi: «Pensiamo che se ci sarà la necessità di modificare vaccini ci sarà magari la necessità di approvarli nel giro di tre o quattro mesi da quando cominceranno a essere modificati». E ancora: «Dobbiamo prepararci in caso ci sarà la necessità di adattare i vaccini attuali e questo è un lavoro che faranno le case farmaceutiche. Dovranno adattare la loro formula per coprire la nuova sequenza e dovranno mostrare che il sistema di produzione funziona, dovranno fare degli studi clinici per dimostrare che il tutto funziona nella pratica, vedere come la produzione dovrà essere modificata».

Secondo Cooke «Gran parte di questo lavoro dovrà avvenire a livello di case farmaceutiche ma vi assicuro che stiamo assicuro con loro e con altri regolatori per garantire di essere pronti quanto prima possibile ad affrontare tali conseguenze». Per ora però il ragionamento è prematuro: «Innanzitutto bisognerà decidere se ciò sarà necessario. Ma questo non lo decide l’Ema, è una decisione che terrà conto anche della situazione epidemiologica, dell’efficacia degli attuali vaccini contro la variante, la diffusione della variante in Europa e tanti altri fattori. Quella decisione prima dev’essere presa poi si può procedere», ha concluso Cooke.

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