Sciopero generale, 10 mila in piazza del Popolo. Landini: «Sta aumentando la distanza tra il Paese e la politica»

Manifestazioni in tutta Italia, Bombardieri: «Oggi ci sono cinque piazze piene. È strano dire che non rappresentiamo il Paese reale»

Erano in 10mila allo sciopero generale proclamato da Cgil e Uil, con la rumorosa assenza della Cisl che giorni fa aveva fatto sapere di non condividere la linea dettata dalle altre due sigle sindacali. Il dato arriva da fonti vicine alla Questura di Roma. In piazza del Popolo, dalle 10 di questa mattina, 16 dicembre, tutti in strada contro la legge di bilancio presentata dal governo. Lo sciopero si svolge in tutta Italia: a scendere in piazza sono i lavoratori pubblici e privati di diversi settori, dal trasporto ferroviario e aereo a quello cittadino. Poi il personale delle autostrade, i corrieri, i lavoratori della logistica, i portuali e gli autotrasportatori. Grandi assenti i lavoratori della sanità, della scuola e delle poste. A Roma, in piazza del Popolo, le prime dichiarazioni dei leader sindacali Maurizio Landini e Pierpaolo Bombardieri.


Landini e Bombardieri

«Mi auguro che anche la piazza della Cisl sabato sia piena, perche’ non abbiamo bisogno di divisioni, abbiamo bisogno di unità. Viva l’unità sindacale e del mondo del lavoro. Sta aumentando la distanza tra il palazzo della politica e il Paese. Noi invece diamo voce al disagio sociale che c’è nel Paese. Abbiamo bisogno di prendere la parola e farebbe bene chi è in Parlamento ad ascoltarci», ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini: «Oggi è l’avvio di una mobilitazione perché pensiamo che il Paese vada cambiato, con una riforma fiscale e delle pensioni degna di questo nome e cancellando la precarietà. È l’inizio di una battaglia».

Non è mancata la polemica sull’assenza della Cisl: «Questa non è una piazza che divide ma che unisce. Il problema non sono le altre sigle sindacali, ma le politiche varate dal governo». Poi la stoccata a Confindustria: «Ha colpito anche me la dichiarazione del presidente di Confindustria Bonomi che si diceva triste per lo sciopero, sono rimasto sorpreso.. Ma noi siamo abituati a vedere le persone negli occhi, se qualcuno sta male noi non siamo felici. Quando questa situazione non si determina e in questi giorni c’è chi rischia di essere licenziato, delocalizzato. Noi non possiamo essere felici, anzi abbiamo forza e volontà di metterci in piazza e di batterci. Anche Confindustria dovrebbe dire ai consociati di investire nel Paese, di crescere insieme a noi e di non delocalizzare».

Open | I lavoratori in piazza del Popolo, Roma, 16 dicembre 2021

Duro anche l’intervento di Pierpaolo Bombardieri: «Oggi ci sono cinque piazze piene. È strano dire che non rappresentiamo il Paese reale, chi è rimasto indietro. Chiediamo al governo di fare scelte diverse. Il Paese ha bisogno di risposte, che finora non sono sufficienti». Per ora il grosso dei disagi è stato avvertito nel traporto pubblico. La protesta è nata per contestare due misure della legge di bilancio: la prima, è la decisione del governo di abbassare l’Irpef. L’altra, sono i 2 miliardi stanziati per limitare l’aumento del costo delle bollette energetiche, giudicati dai sindacati troppo pochi. Una settimana fa l’Authority aveva detto no allo sciopero.

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