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Eitan Biran, il tribunale toglie la tutela alla zia paterna Aya

Gli zii Aya e Or Nirko risultano anche indagati dalla procura di Pavia per diffamazione e furto in abitazione

Il tribunale per i minori di Milano ha deciso di togliere la tutela legale di Eitan alla zia paterna Aya per darla a un professionista estraneo «a entrambe le famiglie di origine». Il tribunale ha deciso dopo il reclamo presentato dai nonni materni. E ha deciso che in ogni caso il bambino resterà «collocato presso la zia». La presidente del Tribunale per i minorenni Maria Carla Gatto ha chiarito che la decisione è stata presa data «l’elevatissima conflittualità, manifestatasi successivamente all’iniziale nomina del tutore», che «ha reso necessaria l’individuazione di un soggetto terzo». «Il Tribunale per i minorenni di Milano – spiega la presidente Gatto – all’esito dell’udienza del 9 dicembre 2021 avente ad oggetto il reclamo avverso il provvedimento del Giudice tutelare di Pavia, proposto dai nonni materni del minore Eitan, ha nominato come tutore di quest’ultimo, in sostituzione della zia paterna, un professionista estraneo ad entrambe le famiglie di origine, mantenendo il bambino collocato presso la zia. L’elevatissima conflittualità – chiarisce il magistrato – manifestatasi successivamente all’iniziale nomina del tutore, ha reso necessaria l’individuazione di un soggetto terzo, visto che la contesa parentale insorta indubbiamente contribuisce a complicare ogni scelta personale, relazionale, economica ed educativa che dovrà essere assunta nel prioritario interesse del bambino, già così drammaticamente segnato dai tragici vissuti personali». Gli avvocati Sara Carsaniga e Paolo Polizzi, legali di Shmuel Peleg e Esther Cohen, sono felici: «Nell’interesse del minore accogliamo con soddisfazione la rimozione di Aya Biran come tutore a favore di un terzo, come era stato richiesto fin dall’inizio dai nonni materni».


La denuncia per diffamazione e furto

Gli zii paterni di Eitan, Or Nirko e Aya Biran, risultano indagati dalla Procura di Pavia per diffamazione e furto in abitazione. L’indagine è scattata sulla base di una denuncia della nonna materna del piccolo, Esther Cohen. Cohen ha denunciato nei mesi scorsi che la coppia avrebbe prelevato oggetti, come telefoni e dispositivi informatici, dalla casa dei genitori del bimbo, rimasto organo dopo il crollo della funivia del Mottarone. Gli oggetti, secondo i legali della nonna, erano utili per accedere a documenti che servivano nel procedimento di nomina del tutore legale.


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