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Covid, la mappa del rischio in Italia: chi può finire in giallo o arancione e cosa comporta

Dall’obbligo di mascherina all’aperto in zona gialla al Super Green pass necessario in arancione per fare quasi tutto, le regioni guardano i dati col fiato sospeso. Ciciliano (Cts): «Curva guastafeste ma mai come nel 2020, forza con restrizioni e vaccini»

A pochi giorni dalla settimana dei festeggiamenti, curva epidemiologica, contagi e varianti rischiano di essere i guastafeste anche di questo Natale 2021. Le regioni sono col fiato sospeso nell’attesa di capire a quali restrizioni anti Covid andranno incontro e chi dovrà rassegnarsi al passaggio in zona gialla o addirittura arancione. E ovviamente non è solo questione di colore e reputazione: coprifuoco, mascherine, posti limitati a tavola saranno pesi inevitabili sull’economia legata alle feste e alla tranquillità di potersi riunire come e quando si vuole. «Curva guastafeste anche stavolta ma meno dell’anno scorso e questo non è un dato da sottovalutare per capire la direzione da prendere e da mantenere», spiega il membro del Cts Fabio Ciciliano.


Raggiunto da Open al telefono ribadisce quanto nonostante la curva tenda alla crescita, non abbia comunque nulla a che vedere con i dati dell’inverno 2020, «conseguenza positiva dell’utilizzo dei vaccini e delle misure di contenimento e mitigazione di questi mesi che hanno dato un evidentissimo vantaggio all’Italia rispetto agli altri Paesi. E questo qualcosa vorrà pur dire». Restrizioni o no, la direttiva ribadita dall’esperto è quella di evitare davvero di guastarsi le feste entrando a stretto contatto in occasioni di incontro e di svago con familiari e amici non vaccinati. Ma al di là degli auguri dati da lontano, dal prossimo lunedì 20 dicembre ci saranno precise norme a regolare i momenti di festa. In quali regioni si passeranno cenoni in zona gialla o arancione? E quali saranno le misure restrittive da rispettare?


Come si deciderà

A decidere sui passaggi saranno come sempre i futuri dati del monitoraggio Iss, ma le percentuali attuali di ricoveri in terapia intensiva e reparti ordinari possono dare una stima attendibile di quello che succederà da lunedì 20 dicembre. Prima di capire chi corre il rischio di stretta anti Covid, è necessario ricordare che il passaggio dalla zona bianca a quella gialla avviene sulla base di tre parametri che devono verificarsi contemporaneamente: l’incidenza settimanale di nuovi positivi oltre i 50 casi ogni 100 mila abitanti per tre settimane di fila, il tasso di occupazione in area medica oltre il 15%, il tasso di occupazione in terapia intensiva oltre il 10%. Si va invece in zona arancione quando si ha tra i 150 e i 250 casi ogni 100 mila abitanti, l’occupazione in terapia intensiva oltre il 20% e il tasso di posti letto in area medica oltre il 30%.

La mappa del Paese nella settimana di Natale sarà per gran parte colorata di giallo tra chi rimane nel rischio già registrato e chi invece passa nella zona più restrittiva per un peggioramento. Considerato il tasso di incidenza ormai superato in tutta Italia, per capire chi davvero rischia bisogna tenere presenti le soglie massime stabilite dal ministero della Salute per quanto riguarda le ospedalizzazioni: al 10% per le terapie intensive e al 15% per i ricoveri ordinari.

Da bianca a gialla: chi è già passato

Provincia autonoma di Trento

Con un tasso di occupazione al 21% in terapia intensiva riportato da Agenas (il tetto massimo consentito è al 10%) e al 18% in area medica (tetto massimo al 15%) si prepara al passaggio da zona bianca a zona gialla.

Liguria

Il presidente Toti lo aveva annunciato già da diversi giorni. Il cambio da bianca a gialla per il 20 dicembre è una certezza anche per la Liguria. I dati non accennano ad attenuarsi: 14% per le intensive e 18% nell’area non critica.

Marche

La regione di Acquaroli ha oltrepassato di diversi punti percentuale la soglia massima consentita in intensiva con un 14% di tasso di occupazione. Oltre il tetto limite anche i reparti ordinari con il 16%. Anche in questo caso l’ordinanza di Speranza ha definito una settimana natalizia in giallo.

Veneto

Nella regione di Luca Zaia i contagi sono oltre quota 4mila già da diversi giorni e il dato che più di tutti, a detta anche del presidente, ha tenuto con il fiato sospeso è quello sui ricoveri: al 15% di occupazione per i reparti di rianimazione e al 16% per i reparti ordinari. Passaggio in zona gialla dal 20 di dicembre.

In giallo tra Natale e Capodanno

Se i dati continuano su questa tendenza le tre regioni qui di seguito potrebbero compiere il 27 dicembre prossimo 2 settimane consecutive con numeri oltre la soglia e quindi passare ufficialmente al giallo.

Lombardia

La regione di Fontana appare sul filo del rasoio. Attualmente in zona bianca, registra ricoveri in intensiva in bilico sulla soglia consentita al 10% e in area medica al 14%, di un solo punto percentuale in meno al tetto massimo.

Emilia Romagna

Anche in questo caso i numeri sono al limite. Il tasso di occupazione nelle intensive è al 10%, quello dei posti letto negli altri reparti è all’11%

Lazio

Il tasso di occupazione è al 12% per le terapie intensive (dato già oggi fuori soglia) e al 13% per i posti letto negli altri reparti ospedalieri (ancora entro il limite)

Provincia autonoma di Bolzano e Calabria rimangono in giallo

Sono i territori che per Natale non indietreggeranno. Nessun dato di miglioramento permetterà alle due regioni di tornare in bianca. I dati Agenas registrano per Bolzano il 18% di occupazione nei reparti di intensiva e il 16% in area medica. In Calabria le rianimazioni sono occupate da pazienti Covid per l’11%, in area non critica per il 21%.

In arancione tra Natale e Capodanno

La regione che continua la scalata verso le zone più alte di rischio è il Friuli Venezia Giulia. Con tutta probabilità le prossime settimane di festa per il territorio di Massimiliano Fedriga saranno all’insegna di misure ancora più restrittive della zona gialla in cui si trova già da 15 giorni. Le intensive segnano un 18% di occupazione e i reparti ordinari si registrano al 23%. Anche la provincia di Trento appare a rischio, secondo le previsioni dovrebbe evitare l’arancione grazie al gran numero di posti letto disponibili nei reparti di area non critica.

Quali restrizioni?

Zona bianca:

  • Niente coprifuoco
  • Nessun obbligo di mascherina all’aperto
  • Aperti bar e ristoranti, aperti musei, cinema e teatri, aperte palestre e piscine
  • Distanziamento sociale, mascherina nei posti chiusi e sanificazione rimangono le direttive di base da rispettare
  • Trasporti pubblici locali permessi solo a chi ha il Green pass, così come per i trasporti regionale e interregionali
  • Ingresso con Super Green pass in luoghi di svago come cinema o stadi, e in attività di ristorazione.
  • Ingresso a lavoro con Green pass

Zona gialla:

  • Mascherina obbligatoria al chiuso e all’aperto senza distinzione tra chi ha Super Green pass o Green pass “base” (con tampone o avvenuta guarigione)
  • Niente coprifuoco
  • Al ristorante: Sarà consentito consumare al banco con o senza Green pass. Per la consumazione al tavolo all’aperto si accetteranno clienti provvisti di Green pass ma anche senza. Mentre chi vuole consumare al tavolo al chiuso dovrà necessariamente avere il Super Green Pass.
  • Allo stadio: la capienza di stadi e palazzetti resta al 60% al chiuso e al 75% all’aperto anche in zona gialla, con obbligo di mascherina. Sia all’aperto che al chiuso l’accesso è consentito esclusivamente per chi ha il Super Green Pass
  • In discoteca: l’accesso a discoteche e sale da ballo è consentito solo a chi ha il Super Green Pass, in zona gialla così come in zona bianca e arancione del resto.
  • Spostamenti consentiti sia all’interno del proprio Comune che tra Comuni o Regioni differenti.
  • Trasporti pubblici locali permessi solo a chi ha il Green pass, così come per i trasporti regionale e interregionali
  • Non c’è il coprifuoco e quindi nessun limite di orario alla circolazione. Non ci sarà bisogno neanche dell’autocertificazione
  • Ingresso a lavoro con Green pass

Zona arancione

Si intensifica la distinzione netta tra la vita di chi ha il Super green pass e quella di chi invece ha quello base o non lo ha per niente. Per i vaccinati con Super Green pass le attività resterebbero tutte aperte. Per tutti i non vaccinati scatterebbero le regole della classi fascia arancione già decisa e attuata negli scorsi mesi.

  • I negozi sono tutti aperti, compresi parrucchieri, barbieri e centri estetici, ma nel weekend sono chiusi i centri commerciali
  • Sono chiuse palestre, piscine, teatri e cinema
  • Vietato il servizio al tavolo in bar e ristoranti sia all’aperto che al chiuso
  • È consentita (fino alle 22) solo la ristorazione con consegna a domicilio o asporto
  • Scatta il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino
  • Non si può uscire dal Comune di residenza se non per motivi di lavoro, necessità, urgenza
  • Vietato l’accesso a negozi presenti nei centri commerciali nei giorni festivi e prefestivi (eccetto alimentari, edicole, librerie, farmacie, tabacchi) anche se muniti di Green pass. Sarà accettato solo il Super Green pass
  • Vietato acquisto di skipass per tutti quelli senza Green pass o Super Green pass
  • Al ristorante: consumazione al banco solo se con Super Green pass, consumazione al tavolo all’aperto o al chiuso solo se con Super Green pass ( e non pass sanitario “base”).
  • In palestra e piscina: vietato entrare anche se muniti di Green pass “base”. Servirà il Super Green pass
  • Alle terme: solo con Super Green pass

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