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Moderna: il vaccino contro la variante Omicron pronto a giugno, ma intanto bisogna fare la terza dose

Dan Staner, vicepresidente dell’azienda americana: «Stiamo testando il vaccino con la terza dose. Poi prenderemo una decisione»

Dan Staner, vicepresidente e responsabile del ramo europeo dell’azienda americana Moderna, dice oggi in un’intervista a Repubblica che il vaccino specifico contro la variante Omicron sarà pronto a giugno. Ma anche che oggi è essenziale fare la terza dose o booster. Per il nuovo preparato, spiega Staner, «siamo ancora nella fase dei test di laboratorio. Non abbiamo preso una decisione ufficiale. In compenso sappiamo che la terza dose riporta in alto il livello degli anticorpi e protegge anche contro Omicron». Le ricerche però non sono finite: «Noi stiamo testando proprio in questo momento il siero dei primi vaccinati con la terza dose. Sono persone immunizzate a settembre negli Stati Uniti e vogliamo vedere l’efficacia dei loro anticorpi a contatto con Omicron. Abbiamo osservato che con due dosi il calo della protezione nei confronti della nuova variante è significativo. Solo dopo aver capito quali sono i risultati della terza dose prenderemo una decisione su cosa fare in futuro».


L’a.d. di Moderna spiega che «secondo Anthony Fauci la terza dose di un vaccino a Rna è sufficiente a contrastare la variante. Vediamo anche che il richiamo con Moderna dopo un primo ciclo con un altro tipo di vaccino ha un’efficacia molto alta. Noi portiamo avanti diverse altre analisi in parallelo. Studiamo una dose da 100 microgrammi, equivalente a quella della prima e della seconda dose, ma doppia rispetto alla terza che è di 50 microgrammi. Valutiamo poi la possibilità di mettere a punto un vaccino specifico per Omicron. E testiamo due versioni di vaccino multivalente. Uno è composto dal vaccino originale realizzato con il ceppo di Wuhan più un vaccino adattato per la variante Beta. Un altro contiene il vaccino adattato per Beta e quello adattato per Delta». E questo perché «Omicron ha circa 30 mutazioni sulla spike. Alcune sono comuni anche a Delta e le conferiscono maggior contagiosità. Altre sono comuni sia a Beta che a Delta e sono responsabili di un calo più rapido dell’efficacia dell’immunità, sia nelle persone guarite che in quelle vaccinate. Per questo pensiamo che i vaccini multivalenti possano essere utili anche contro Omicron».


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