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«È finita»: l’irruzione del Ros e il silenzio del bandito, così è stato arrestato Graziano Mesina

L’ex primula rossa aveva trascorso 40 anni in carcere. Poi aveva ottenuto la grazia che gli era stata revocata dopo la nuova condanna

Il Ros e il Gis dei Carabinieri insieme allo Squadrone cacciatori Sardegna hanno arrestato a Desulo nel nuorese Graziano Mesina, latitante dal 2020. Mesina deve scontare una condanna a 24 anni di reclusione. Era scappato dalla sua abitazione di Orgosolo il 2 luglio dell’anno scorso. Proprio per fuggire dall’ordine di carcerazione dopo la conferma della condanna a 30 anni di reclusione da parte della Cassazione per associazione a delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti. L’ex primula rossa aveva trascorso 40 anni in carcere. Poi aveva ottenuto la grazia che gli era stata revocata dopo la nuova condanna. Il 4 aprile scorso ha compiuto 79 anni e nel frattempo erano morte le sue sorelle Antonia e Rosa, oltre che un nipote, Giancarlo Pisanu.


L’arresto della Primula Rossa

Mesina non avrebbe opposto resistenza. Al vaglio degli inquirenti c’è la posizione di una coppia che lo avrebbe aiutato. Non si sa bene da quanto tempo Mesina fosse ospitato in quella casa dove lo hanno bloccato i carabinieri del Ros arrivati in piena notte insieme ai colleghi del Gis e del Comando provinciale di Nuoro. Nei confronti dei due, indagati per favoreggiamento, è scattato il fermo di polizia. Uno dei carabinieri che ha preso il bandito ha raccontato l’arresto all’AdnKronos: «Quando lo abbiamo arrestato ha alzato gli occhi al cielo, sembrava che stesse dicendo ‘E’ finita’. Ma è rimasto in silenzio. Non ha detto una sola parola. Non ha avuto alcuna reazione».


Gli inquirenti braccavano Mesina da giorni e sono arrivati a lui seguendo un presunto favoreggiatore. Mesina, che ha trascorso 40 anni dietro le sbarre, aveva ottenuto la grazia nel 2004 ed era tornato a vivere nella sua casa di Orgosolo, nel cuore della Barbagia. Poi nel 2013 il nuovo arresto con l’accusa di aver messo su un sodalizio dedito al traffico internazionale di droga. Condannato a 30 anni di carcere, quando i carabinieri si sono presentati per notificare la decisione Mesina non si era fatto trovare. Il suo nome era così finito anche nell’elenco dei latitanti di massima pericolosità con le ricerche che non si sono mai fermate fino al ritrovamento la notte scorsa.

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