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Le pillole anti-Covid di Pfizer potrebbero essere rischiose se assunte con altri farmaci

Paxlovid è composta da: Nirmatrelvir e Ritonavir. L’interazione di quest’ultimo con alcuni farmaci di largo uso potrebbe produrre effetti pericolosi. La Fda li ha elencati nel foglietto illustrativo di Pfizer

Uno dei due principi attivi contenuti nella pillola formulata da Pfizer per curare il Covid alla comparsa dei primi sintomi potrebbe essere seriamente pericoloso se assunto in concomitanza con altri farmaci. Secondo alcuni esperti, la pillole Paxlovid e Merck richiederanno un attento monitoraggio da parte di medici e farmacisti perché potrebbero non essere sicuri per tutti i soggetti in modo indistinto. La Food and Drug administration ha autorizzato l’antivirale di Pfizer per gli over 12 contagiati dal Coronavirus che corrono il rischio di ricovero in ospedale o di morte, come per esempio i soggetti con malattie cardiache o con il diabete. Ma uno dei due farmaci contenuti nella pillola potrebbe generare interazioni gravi o pericolose con farmaci di uso comune, tra cui statine, fluidificanti del sangue e alcuni antidepressivi. Come riporta Nbc News, la stessa Fda raccomanda di evitare l’uso di Paxlovid nelle persone con gravi malattie renali o epatiche. Ancora più cautela, secondo gli esperti, occorre con la pillola Molnupiravir di Merck. La Fda ha limitato il suo uso ai soli adulti e solo in situazioni in cui altri trattamenti, come per esempio gli anticorpi monoclonali, sono inaccessibili oppure inappropriati. «Alcune di queste potenziali interazioni non sono banali e certi abbinamenti di medicinali devono essere evitati del tutto», ha detto Peter Anderson, professore di scienze farmaceutiche presso l’Anschutz Medical Campus dell’Università del Colorado. «Alcuni – continua l’esperto – sono probabilmente facilmente gestibili. Ma su altri dovremo stare molto attenti».


La composizione di Paxlovid

Il farmaco antivirale di Pfizer è composto da un cocktail di due compresse: il Nirmatrelvir e il Ritonavir, un medicinale che si è usato a lungo come un agente potenziante nei trattamenti contro l’Hiv. Quest’ultimo in particolare uccide un enzima epatico chiamato CYP3A e fa sì che l’antivirale si degradi lentamente e dunque resti attivo più a lungo nell’organismo in modo che la terapia rimanga più tempo in funzione. Ma quando Paxlovid viene associato con altri particolari farmaci, la preoccupazione principale è che Ritonavir possa moltiplicare i principi attivi somministrati insieme fino ad arrivare a livelli tossici. Sembra inoltre che possa esserci una concomitanza di eventi: i farmaci che presentano rischi di interazione sono prescritti in larga misura ai soggetti che sono potenzialmente a maggior rischio di Covid, a causa delle loro condizioni di salute generali. Tra i farmaci la cui interazione con Paxlovid può essere pericolosa ci sono: fluidificanti del sangue, farmaci antiepilettici, farmaci per ritmi cardiaci irregolari, pressione alta e colesterolo alto, antidepressivi e farmaci anti-ansia, immunosoppressori, steroidi, trattamenti contro l’Hiv e farmaci per la disfunzione erettile. Nella sua scheda informativa su Paxlovid, la Fda ha pubblicato un elenco dettagliato di medicinali che potrebbero interagire in modo dannoso con Ritonavir così da evitare di correre rischi.


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