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Covid, anche la Francia ricorre al Super green pass. E accorcia a 3 mesi l’intervallo per il booster

Il governo ha deciso di introdurre il Pass vaccinale. E da domani – 28 dicembre – i cittadini potranno ricevere la terza dose a 90 giorni dall’ultima iniezione

Il giorno della vigilia di Natale, per la prima volta da quando è scoppiata la pandemia, la Francia ha visto la quota giornaliera di contagi superare la cifra di 100 mila. La variante Omicron imperversa nel Paese e, per cercare di rallentarne la diffusione, il governo ha deciso di introdurre il Pass vaccinale. Si tratta dell’esatto equivalente del Super green pass italiano, ovvero un certificato ottenibile soltanto da chi si è immunizzato tramite vaccini o in seguito alla guarigione dalla Covid-19. Servirà per accedere a ristoranti, cinema, palestre e, in generale, a quelle attività che si sviluppano al chiuso. «Un semplice tampone non sarà più sufficiente», ha spiegato il premier Jean Castex nella conferenza stampa post Consiglio dei ministri. Il provvedimento, prima di entrare in vigore il prossimo 15 gennaio, dovrà essere approvato dal parlamento.


Sebbene, in vista delle feste di Capodanno, il governo non abbia previsto di inasprire le restrizioni – Castex si è limitato a ribadire le classiche «raccomandazioni» -, è stato deciso di accorciare la finestra temporale tra l’ultima dose di vaccino e il booster. Già da domani, 28 dicembre, i cittadini francesi potranno ricevere la terza dose dopo 90 giorni dalla precedente inoculazione di farmaco anti Covid. Tra le novità decise dall’ultimo consiglio dei ministri, c’è anche un irrigidimento delle pene per chi spaccia falsi Green pass. Dal 3 gennaio, poi, non sarà più possibile consumare nei locali in piedi, ma solo al tavolo, grandi eventi saranno limitati a 2 mila persone al chiuso e 5 mila all’aperto. Infine, si tornerà allo smart working obbligatorio per almeno 3 giorni a settimana.


I dati epidemiologici francesi

Al momento, in Francia, circa 3.300 cittadini sono ricoverati nei reparti di rianimazione. Quasi 16.500, invece, i pazienti ricoverati nelle aree mediche Covid per cui non si sono rese necessarie le cure intensive. Particolarmente allarmante il tasso di incidenza riscontrato nella capitale. A Parigi, sono stati registrati 1.814 casi settimanali ogni 100 mila abitanti: dato 35 volte più elevato della soglia di allerta fissata dal governo. «Lo scenario realistico è che a metà gennaio arriveremo a 200 mila contagi giornalieri», ha stimato l’infettivologo d’Oltralpe, Benjamin Davido.

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