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«I non vaccinati over 80 rischiano di morire 56 volte più di chi ha la terza dose». Il report Iss: impennata di casi tra i 16 e i 19 anni

Il rischio di ospedalizzazione per gli ottuagenari di sviluppare il Covid severo scende dal 71,5% al 30,1% dopo 5 mesi

Un over 80 non vaccinato contro il Covid corre il rischio di morire 9 volte più alto rispetto a chi si è sottoposto a due dosi di vaccino da meno di 5 mesi (150 giorni) e 56 volte più alto rispetto a chi si è vaccinato con la terza dose booster. Guardando invece al rischio di ospedalizzazione, sempre nella stessa fascia d’età, il rischio per gli ottuagenari non vaccinati di finire in terapia intensiva è 8 volte più alto rispetto a chi si è sottoposto a due dosi di vaccino da meno di 4 mesi (120 giorni) e 41 volte più alto rispetto a chi si è vaccinato con la terza dose booster. È quanto emerge dall’ultimo bollettino di sorveglianza integrata dell’Istituto Superiore di Sanità contenente i dati sugli effetti della vaccinazione contro il Coronavirus in termini di contagi e ricoveri. Nel documento viene evidenziato che nella fascia d’età degli over 80 «dopo 150 giorni dal completamento del ciclo vaccinale primario (con due dosi o con il monodose, ndr), l’efficacia del vaccino nel prevenire la malattia, sia nella forma sintomatica che asintomatica, scende dal 71,5 per cento a 30,1 per cento. Ma la terza dose protegge soprattutto nella prevenzione i casi malattia severa.


Secondo i dati dell’Iss infatti, grazie alla terza dose booster l’efficacia di prevenzione dalla malattia severa torna a salire al 94,0 per cento, mentre si attesta al 92,7 per cento nei vaccinati da meno di 150 giorni (5 mesi) con due dosi, scendendo invece all’82,2 per cento superati i 150 giorni dall’ultimo richiamo. Preoccupano poi i dati sui contagi dei ragazzi, con un’impennata nell’ultima settimana dell’incidenza dei casi tra i 16 e 19 anni e sotto i 12 anni. Negli ultimi sette giorni è confermato l’andamento della settimana precedente: il 26 per cento dei casi totali è in età scolare, cioè sotto i 20 anni di cui il 48 per cento nella fasca tra i 6 e gli 11 anni. Il 36 per cento fra i 12 e i 19 anni e solo l’11 per cento e il 5 per cento nelle fasce 3-5 anni e sotto i 3 anni. Tra i più giovani negli ultimi sette giorni ci sono stati 4 ricoveri in terapia intensiva, 215 in area medica e 59.605 nuovi casi.


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