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Covid, la terza dose previene la malattia severa nel 97% dei casi – Il report Iss

Il bollettino di sorveglianza integrata dell’Istituto Superiore di Sanità: i non vaccinati corrono un rischio di essere ricoverate in terapia intensiva 25,7 volte superiore a chi ha il booster

Le persone non vaccinate contro il Covid corrono un rischio relativo di essere ricoverate in terapia intensiva 25,7 volte superiore a chi si è vaccinato con la terza dose booster. I non vaccinati corrono inoltre un rischio relativo di finire in rianimazione 15,4 volte superiore rispetto a chi ha concluso il ciclo primario di vaccinazione (ossia due dosi) da più di 4 mesi, e 23,1 volte superiore rispetto a chi ha concluso il ciclo primario di vaccinazione con due dosi da meno di 4 mesi. È quanto emerge dall’ultimo bollettino di sorveglianza integrata dell’Istituto Superiore di Sanità contenente i dati sugli effetti della vaccinazione contro il Coronavirus in termini di contagi e ricoveri. Attualmente, l’incidenza dei ricovero nelle terapie intensive è pari a 23,1 ospedalizzati ogni 100.000 abitanti per i non vaccinati, 1,5 ogni 100.000 per i vaccinati da oltre 120 giorni (4 mesi), 1 ogni 100.000 abitanti per le persone vaccinate con ciclo completo di due dosi da meno 120 giorni (4 mesi) e 0,9 ogni 100.000 per i vaccinati con la terza dose booster.


Il rischio di sviluppare la malattia severa a seconda dello stato vaccinale

Guardando invece alle percentuali di rischio di sviluppare la malattia severa in caso di contagio, rispetto alle persone non vaccinate, i soggetti vaccinati con ciclo completo da meno di 90 giorni (3 mesi) risultano essere protetti al 95,7 per cento, mentre nei vaccinati con doppia dose dai 3 ai 4 mesi (120 giorni) la protezione scende lievemente al 93,0 per cento. Per chi invece si è vaccinato con doppia dose da più di 120 giorni la protezione si abbassa ulteriormente all’88,8 per cento, salvo risalire al 97,8 per cento se ci si sottopone alla terza dose booster di vaccino anti-Covid.


Istituto Superiore di Sanità | Stima efficacia vaccinale nei soggetti vaccinati con terza dose booster e con ciclo completo rispetto ai non vaccinati

Il pericolo di reinfezioni

Nel report dell’Iss si segnala anche che «dal 24 agosto 2021 al 5 gennaio 2022 sono stati segnalati 36.082 casi di reinfezioni, pari al 2 per cento del totale dei casi notificati», in riferimento alla circolazione della variante Delta. Nell’ultima settimana, però, si osserva un aumento della percentuale di reinfezioni che sale al 3,1 per cento del totale dei casi segnalati rispetto al 2,4 per cento della settimana precedente. Questo dato, in fase di approfondimento e consolidamento da parte dell’Istituto superiore di Sanità, «è verosimilmente attribuibile all’incremento della circolazione della variante Omicron in Italia».

Foto in copertina d’archivio: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

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