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6 gennaio 2021, attacco alla democrazia americana. L’assalto a Capitol Hill in 10 immagini

Tutto è iniziato poco dopo le 13, dopo un comizio di Donald Trump davanti alla Casa Bianca. La protesta è finita solo dopo l’intervento della Guardia Nazionale

La marcia, l’assalto, le bandiere che sventolavano nei corridoi. E poi gli spari, le morti e l’arrivo della Guardia Nazionale. Quello che è successo un anno fa a Capitol Hill ha cambiato il corso della politica degli Stati Uniti. Un’esplosione di violenza inedita che si è riversata contro il simbolo della democrazia del Paese. Tutti gli eventi si sono condensati in sette ore: dalle 13 alle 20, dall’inizio della marcia dei sostenitori del presidente uscente Donald Trump fino allo sgombero degli ultimi manifestanti. Sette ore che hanno segnato l’inizio del tramonto di Trump, silenziato dai media della Silicon Valley e lasciato in disparte dalla scena politica. Sette ore che abbiamo riassunto in dieci immagini.


13.00 – La fine del comizio di Trump

Il 6 gennaio 2021 il Congresso è impegnato a certificare il conteggio dei voti per le elezioni presidenziali del 3 novembre. Il risultato è chiaro: Joe Biden ha vinto con il 51 per cento. Dal giorno delle elezioni Trump ha cominciato una campagna mediatica con lo slogan «Stop the Steal» per chiedere il riconteggio dei voti. Mentre il Congresso è al lavoro, Trump organizza un convegno fuori dalla Casa Bianca. Ai suoi sostenitori dice: «Noi combatteremo. Faremo un inferno. Se non faremo così non avremo più un Paese».


13.15 – La marcia verso Capitol Hill

Il popolo di Trump è fatto da volti diversi. Ci sono manifestanti pacifici ma anche gruppi in tenuta paramilitare. Fra quelli che diventeranno noti nelle indagini dopo gli scontri compaiono gli Oath Keepers e i Proud Boys. Finito il discorso del presidente uscente comincia la marcia verso il Congresso. I manifestanti sono qualche migliaio. La Casa Bianca e Capitol Hill sono separati da pochi chilometri, a piedi è una distanza che si può coprire in circa 30 minuti. Una volta arrivati i sostenitori di Trump cominciano a intimidire i poliziotti a guardia dell’edificio e a fare pressione sulle transenne.

14.00 – Comincia l’assedio

Dopo un allarme bomba diversi edifici governativi intorno a Capitol Hill vengono evacuati. La folla si scalda. Arrivano in rinforzo alcuni reparti della polizia di Washington ma non la Guardia Nazionale. I manifestanti urlano: «Stop the Steal». Cominciano i primi scontri con la polizia. Si aspetta un appello di Trump, che non arriva. I manifestanti riescono a sfondare il blocco della polizia ed entrano nell’edificio.

14.30 – I manifestanti entrano nel cuore di Capitol Hill

Il primo uomo che entra sembra quasi disorientato. Poi arrivano gli altri, rompendo vetri e finestre. Sono diverse decine. Entrano negli uffici, spaccano le porte, rubano decorazioni e fanno selfie e foto. Tutto l’attacco viene ampiamente documentato sui social: materiale che poi sarà utile alle forze dell’ordine per ricostruire gli eventi. All’inizio la seduta del Congresso continua normalmente, poi si decide di sospenderla. Deputati e senatori vengono evacuati, così come il vicepresidente Mike Pence.

14.45 – Lo scatto nell’ufficio di Nancy Pelosi

Una delle immagini più note di tutto l’assalto è quella scattata dentro l’ufficio di Nancy Pelosi, speaker della Camera. I manifestanti cominciano il saccheggio. Gli agenti della sicurezza cercano di fermare la folla per permettere a deputati e senatori di evacuare. Cominciano gli scontri all’interno dell’edificio.

15.00 – Lo sciamano di QAnon

In questi minuti verranno scattate alcune delle immagini più note dell’assalto. Fra queste spiccano quelle fatte a Jake Angeli, poi ribattezzato lo sciamano di QAnon.

15.15 La morte di Ashli Babbitt

È uno dei video più crudi di tutto l’assalto. Si sente uno sparo e si vede il corpo di una donna accasciarsi a terra. Il suo nome è Ashli Babbitt, ha 35 anni ed è una veterana dell’esercito statunitense. Sostenitrice di Trump, Babbitt sui suoi social diffondeva assiduamente teorie della cospirazione QAnon. Oltre a lei ci saranno anche altre quattro vittime nel corso dell’assalto, fra cui un agente di polizia.

15.30 – Trump chiama la Guardia Nazionale

A oltre un’ora dall’assalto, Trump comincia a muoversi. Dopo le 15 chiede su Twitter ai manifestanti di rispettare la legge. Alle 15.36 chiede l’invio della Guarda Nazionale, come riferirà un suo portavoce. La Guardia Nazionale è un corpo speciale dell’esercito statunitense, di solito viene utilizzata per gestire disastri nazionali o per riportare l’ordine pubblico. I militari arriveranno solo due ore dopo. Gli appelli di Trump vengono giudicati controversi: arrivano tardi e non condannano direttamente le violenze. Anzi. In uno dei tweet critica anche il vicepresidente Pence.

16.15 – Il video di Trump

Trump torna a farsi sentire, sempre su Twitter. Questa volta pubblica un video in cui chiede ai manifestanti di tornare a casa e rispettare la legge. Un messaggio più netto rispetto ai precedenti. Sarà una delle ultime apparizioni di Trump su questo social network. A seguito dell’assalto a Capitol Hill il suo account verrà bloccato definitivamente.

20 – Riprende il conteggio

Il Congresso riprende la seduta. Biden verrà dichiarato ufficialmente presidente. Nella foto di seguito si vede il senatore Chuck Schumer mentre torna in aula passando dai corridoi presidiati dalla Guardia Nazionale.

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