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Dietrofront su Deltacron: la variante sparisce dal database internazionale

Annunciato in tutta fretta sui media, il presunto ibrido Delta-Omicron non compare più sul database Gisaid

Leonidos Kostrikis, analizzando 24 casi di Covid a Cipro, aveva dichiarato ai media di aver scoperto la variante ibrida Deltacron (una fusione perfetta tra Delta e Omicron). Il che aveva destato un certo allarme, visto che un ibrido del genere sarebbe risultato incredibilmente virulento e trasmissibile. Ma non è raro trovare sequenze apparentemente ibride che si rivelano, dopo controlli successivi, degli artefatti dovuti a contaminazione o a casi di co-infezione. Infatti le sequenze depositate dal team di ricerca cipriota risultano essere state ritirate dal database Gisaid, dove erano state precedentemente depositate.


La scienza non si fa sui media

Così l’annuncio dello scienziato aveva subito trovato lo scetticismo della comunità scientifica, tanto più che tale annuncio era stato fatto tramite la stampa, non attraverso uno studio vero e proprio. In risposta ai colleghi scettici, Kostrikis rispondeva ancora domenica scorsa, che i dati rilevati dal suo team «indicano una pressione evolutiva su un ceppo ancestrale per acquisire queste mutazioni e non il risultato di un singolo evento di ricombinazione». Non solo, secondo lo scienziato i risultati «confutano le affermazioni non documentate secondo cui Deltacron è il risultato di un errore tecnico».


Il problema è che dovrebbe spettare a chi fa una nuova affermazione presentare prove, in risposta ai tentativi di confutazione da parte dei colleghi. La comunità scientifica dovrebbe funzionare così. Specialmente se parliamo di annunci così allarmanti. In particolare, i risultati dovrebbero passare prima attraverso la pubblicazione di paper su riviste scientifiche, non attraverso dichiarazioni a effetto sui media.

Deltacron era stato registrato sotto il codice EPI_ISL_8475941.

Le sequenze sono state ritirate

Oggi il prof. Enrico Bucci, presso la Temple University (uno degli scettici che Kostrikis avrebbe confutato), mostra come le sequenze depositate dai ricercatori ciprioti non siano più disponibili nel database Gisaid. Insomma, sono state ritirate.

I ricercatori ciprioti hanno ritirato le sequenze che avevano depositato, perchè vi è necessità di ulteriori accertamenti. Perchè gli scienziati cercano le agenzie di stampa prima dei loro colleghi, quando si tratta di annunciare risultati di potenziale impatto sociale?

Enrico Bucci
Oggi, dal sito Gisaid, non compare il riferimento al sequenziamento della presunta variante nell’isola di Cipro.

Perché le sequenze depositate risultavano sospette? Lo aveva spiegato molto bene l’esperto di genomica comparata presso l’Università di Trieste Marco Gerdol, quando la notizia era trapelata anche in Italia:

Le 24 sequenze genomiche virali di cui si parla tanto e depositate un paio di giorni fa proprio su GISAID con ogni probabilità si riferiscono proprio a questi casi, si tratta di sequenze mediamente di scarsa qualità, che occasionalmente mostrano alcune mutazioni caratteristiche di omicron sparpagliate nel mezzo di una sequenza nucleotidica facilmente identificabile come delta.

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