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La gaffe del senatore M5s Turco: «Serve un registro dei tumori a Taranto». Ma c’è già ed è tra i più aggiornati in Italia

Il senatore denuncia: «Grave che non si conosca l’andamento dei tumori a Taranto». La risposta della Asl: «Il registro esiste e i dati vengono pubblicati regolarmente»

Una nuova polemica è emersa dopo il convegno organizzato da Mario Turco sulla trasparenza nella pubblica amministrazione. Turco ha sottolineato come il premio Nobel Giorgio Parisi, in collegamento nella riunione, abbia denunciato la mancanza di dati epidemiologici sui tumori. «In una città come Taranto – ha detto Turco -, nota per le criticità ambientali e sanitarie, non conoscere l’andamento dei tumori è una vera assurdità. Questo è un grave esempio di inefficienza della pubblica amministrazione». A stretto giro è arrivata la risposta della Asl di Taranto, che in una nota pubblicata dal Corriere di Taranto ha chiarito: «Il Registro dei Tumori di Taranto esiste, accreditato dal 2013 dall’Airtum (Associazione italiana Registro Tumori), primo in Puglia. Vengono pubblicati regolarmente i dati rivolti alla popolazione e alla comunità scientifica». Non solo. Come scrive Panorama, si tratta del registro più aggiornato in Italia. «L’ultima pubblicazione sul Registro dei Tumori di Taranto è avvenuta a dicembre 2020 – ha chiarito ulteriormente l’Asl di Taranto – E nei prossimi mesi sarà pubblicato un nuovo aggiornamento».


Panorama cita poi le parole dell’epidemiologo Pierluigi Lopalco, che ha firmato il registro dei tumori di Taranto nel 2020 quando era assessore della Sanità in Puglia. Lopalco lo ha definito «un lavoro maturo, completo e straordinariamente aggiornato con dati fino al 2017. Una fonte conoscitiva solida e di elevata qualità sul profilo delle patologie oncologiche». Andando a vedere i dati, ha spiegato l’epidemiologo, si può notare come siano in diminuzione le nuove formazioni tumorali. L’unico tumore che continua a manifestarsi ancora con frequenza è il mesotelioma, legato all’esposizione all’amianto. Il problema deriva dalla presenza a Taranto dell’arsenale della marina militare e dal conseguente inquinamento del mare e l’avvelenamento delle cozze, che continuano a essere coltivate e vendute abusivamente.


«Purtroppo – ha aggiunto Lopalco – avendo il mesotelioma un periodo di incubazione di oltre trent’anni, avremo un eccesso di tumori ancora a lungo». La Puglia è l’unica regione italiana ad avere un registro dei tumori infantili, pubblicato due mesi fa con dati raccolti dal 2006 al 2017. Da quel che si evince, i tumori infantili nella regione presentano una bassa incidenza, con un trend lento e in costante decremento. Punto dolente della Puglia è la capacità ospedaliera. Lopalco ha infatti sottolineato come il 35% dei pazienti pugliesi affetti da tumore infantile sia seguito fuori regione. E per quanto riguarda Taranto, solo l’11% sceglie di affidarsi a strutture della provincia.

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