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Ucraina, gli Usa al Consiglio di sicurezza dell’Onu: «L’Europa è in pericolo, 30 mila soldati russi verso il confine»

Nel frattempo, sale l’allerta nel quartier generale della Nato per le manovre della flotta russa nel Canale di Sicilia

Si è tenuta oggi, 31 gennaio, la riunione del Consiglio di sicurezza dell’Onu per discutere delle crescenti tensioni in Ucraina. La Russia ha cercato – senza successo – di bloccare l’incontro, chiesto dagli Stati Uniti: 10 membri hanno votato a favore della riunione, tre si sono astenuti e la Cina ha votato no come la Russia. Mosca avrebbe avuto bisogno del sostegno di nove dei 15 membri. Il vice ambasciatore russo al Palazzo di Vetro, Dmitry Polyansky, ha detto: «Non ricordo un’altra occasione in cui un membro del Consiglio ha proposto una discussione sulla base delle sue stesse accuse e ipotesi infondate». Nel corso della riunione, l’ambasciatrice americana al Palazzo di Vetro, Linda Thomas-Greenfield, ha detto: «L’aggressione della Russia non mette in pericolo solo l’Ucraina ma l’Europa. Continuiamo a sperare che Mosca scelga la strada della diplomazia e non del conflitto, ma non possiamo stare ad aspettare e vedere cosa succede». E ancora: «La situazione che stiamo fronteggiando in Europa è pericolosa e urgente e la posta in gioco per l’Ucraina, e per ogni Stato membro dell’Onu, non potrebbe essere più alta. Le azioni di Mosca colpiscono il cuore della Carta delle Nazioni Unite e sono una minaccia chiara alla pace e sicurezza». Gli Stati Uniti hanno quindi accusato la Russia di voler aumentare la propria forza militare in Bielorussia sino a 30 mila unità nelle prossime settimane, schierandole vicino al confine ucraino, «a meno di due ore da Kiev».


Secondo quanto dichiarato dalla portavoce della Casa Bianca Jen Psaki, l’amministrazione Biden è pronta a imporre sanzioni contro gli oligarchi russi e le loro famiglie se Mosca dovesse invadere l’Ucraina. Nel mirino finirebbero «individui appartenenti o gravitanti intorno alla cerchia ristretta del Cremlino», ha detto Psaki, spiegando che queste persone sono «bersagli particolarmente vulnerabili» per via dei loro stretti legami finanziari con i Paesi occidentali.


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Nel frattempo, riferisce Repubblica, le manovre della flotta russa sono finite sotto la lente della Nato. Sei navi hanno cominciato ieri, 30 gennaio, ad attraversare il Canale di Sicilia. Il timore è che possano dirigersi verso la Crimea, per dare sostegno a un eventuale assedio delle forze russe all’Ucraina. Lo Stato maggiore di Difesa ha commentato: «La formazione sta effettuando un transito in acque internazionali e non viola la sovranità degli Stati. La Nato sta seguendo la navigazione del gruppo navale sin dalla partenza, avvenuta a metà gennaio dai porti di Severomorsk (Flotta del Nord) e da Baltijsk (Flotta del Baltico), e continuerà a monitorarne il transito. Né le Forze Nato e né la formazione navale russa hanno posto in essere comportamenti o volontà escalatorie».

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