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Fino a quando servirà il Green pass? L’ipotesi di riduzione graduale nei negozi a partire dall’estate

Secondo il decreto Covid di gennaio lo stop dovrebbe arrivare il 31 marzo. Però il governo è orientato a estenderlo. Ma non per tutti. Ecco la road map delle riaperture

Quando finirà l’obbligo di Green pass? L’ultimo decreto Covid licenziato dal governo Draghi e pubblicato in Gazzetta Ufficiale va verso le riaperture e l’eliminazione delle restrizioni. E per la Certificazione Verde Covid-19 c’è una data ufficiale segnata sul calendario. Ovvero quella del 31 marzo, il giorno in cui, secondo il decreto 7 gennaio n.1, i negozi non dovranno più chiedere il Green pass agli avventori. Ma in realtà il governo pensa di mantenere gli obblighi almeno fino all’estate. Ovvero fino a quando la corsa dei contagi non verrà rallentata anche dalla stagionalità. Ma come usciremo dall’obbligo di Green pass?


Il 15 marzo e il 15 giugno

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa oggi in un’intervista rilasciata a Il Messaggero spiega l’ipotesi di un percorso di riduzione graduale delle restrizioni che riguardano la vita sociale. «Agli italiani che in questi mesi hanno dimostrato grande senso di responsabilità dobbiamo inviare messaggi di apertura. Giusto mantenere il Green pass fino all’estate, ma per alcune attività, soprattutto quelle all’aperto, possiamo rinunciare anche prima», dice l’esponente di Noi con l’Italia. Intanto entrano in vigore le nuove regole per la quarantena a scuola e il controllo del Green pass servirà per distinguere tra vaccinati e non. Ma da oggi arriva anche la Certificazione Verde Covid-19 illimitata o «a scadenza indefinita» per i vaccinati con tre dosi e per chi è guarito dalla malattia dopo averne ricevute due.


L’11 febbraio invece è il giorno in cui decadrà l’obbligo di mascherina all’aperto in zona bianca e potranno riaprire le discoteche. Ma per quanto riguarda l’obbligo di Green pass e la sua fine c’è dibattito. Nell’intervista rilasciata a Il Messaggero sabato scorso il consulente del ministero della Salute Walter Ricciardi ha detto che il Green pass «bisogna mantenerlo per tutta l’estate. A febbraio vedremo una diminuzione dei casi positivi, a marzo ci sarà un appiattimento. La primavera sarà ottima e così l’estate, ma non possiamo fare a meno delle regole della certificazione verde, altrimenti rischiamo una risalita. Questo sarà l’anno decisivo, possiamo uscirne, ma serve ancora prudenza». La linea di Ricciardi è che l’obbligo di certificato dovrà essere mantenuto anche nei luoghi di lavoro almeno per chi è a contatto con il pubblico.

Il Green pass e la terza dose

La posizione di Costa è diversa. «Il Green pass ha permesso la riapertura delle attività economiche, è stato utile anche per il tracciamento e ha incrementato la campagna vaccinale. Io dico: nel momento in cui abbiamo 48 milioni di italiani che hanno ricevuto almeno due dosi, abbiamo un grande obiettivo davanti a noi. Abbiamo circa 13 milioni di terze dosi da fare. Appare chiaro che il governo con la gradualità con cui lo ha introdotto lo andrà ad allentare», sostiene il sottosegretario. E come? «Secondo me dovremmo pensare di eliminarlo per le attività all’aperto in cui non c’è assembramento. Penso a chi acquista un giornale all’edicola, ma anche ai ristoranti all’aperto. Ora però è ancora troppo presto».

Ma secondo Costa con la fine dello stato d’emergenza (segnata per il 31 marzo) ci sarà comunque una riduzione dell’uso del Green pass, che però resterà necessario in alcune situazioni: «E anche io lo lascerei per i luoghi di lavoro fino al 15 giugno per gli over 50», conclude. Ecco quindi che un percorso di riduzione graduale dell’uso del Green pass quindi potrebbe partire dopo la proroga della scadenza del 15 giugno. E togliere i divieti d’entrata negli esercizi a chi non ha il Green pass partendo dai negozi all’aperto (compresi ristoranti e bar) e arrivando, alla fine dell’estate, alla completa eliminazione del certificato.

La road map del ritorno alla normalità

La road map del ritorno alla normalità immaginata dal governo Draghi comincia quindi a delinearsi tappa per tappa. E che si stia aprendo «una nuova fase per il Paese» è stato lo stesso coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico Franco Locatelli ad annunciarlo ieri. Avvertendo però che va gestita la riapertura «con un’adeguata progressività». La prossima tappa sarà quella del 15 febbraio, quando scatterà l’obbligo del Super Pass al lavoro per gli ultracinquantenni. Già dalla prossima settimana qualche regione potrebbe essere invece nuovamente promossa verso profili di rischio più bassi lasciando la zona gialla o arancione. La Campania “vede” la zona bianca.

Dopo il 15 marzo il lasciapassare dovrà ancora essere utilizzato per diversi mesi. Di fronte al rischio di nuove varianti l’idea è quella di mantenere l’attuale sistema di restrizioni per i non vaccinati oltre il 15 giugno prossimo, data in cui è al momento prevista la scadenza dell’obbligo della dose per gli over 50. Nelle prossime settimane cominceranno ad arrivare le sanzioni da 100 euro dopo verifiche a campione sul milione e mezzo di ultracinquantenni in Italia che non si sono mai vaccinati o che non hanno ancora fatto la dose booster entro la scadenza dei sei mesi per il richiamo. La legge prevede che la multa arrivi direttamente a casa con una cartella dell’Agenzia delle entrate.

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