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Superbonus, il governo prepara la stretta anti-truffe. Fraccaro (M5s): «Draghi sbaglia, pochissime frodi»

Il premier e il ministro dell’Economia Franco sono tornati a sottolineare i punti deboli dell’incentivo. La prossima settimana i correttivi in Cdm

Il governo Draghi torna all’attacco del Superbonus 110%, prorogato per villette e condomini senza limiti di Isee nella legge di bilancio 2022. Al centro delle polemiche ci sono le frodi collegate al bonus che l’Agenzia delle entrate, la Guardia di Finanza e le procure di diverse città italiane hanno segnalato nel corso del 2021. Oggi, 11 febbraio, al termine del Cdm sulla riforma della Giustizia, il ministro dell’Economia Daniele Franco ha definito le truffe «tra le più grandi che questa Repubblica abbia mai visto». «Non è che l’edilizia, senza Superbonus, non funziona», ha sentenziato il presidente del Consiglio Mario Draghi in conferenza stampa, spiegando che il Ministero dell’Economia sta lavorando in vista del Cdm della prossima settimana a un emendamento («correzioni mirate») al dl Sostegni Ter sul Superbonus che permetta di superare le criticità, in particolare alla norma che limita la cessione dei crediti.


Le frodi legate al bonus preoccupano l’esecutivo da tempo. Durante la conferenza di fine anno, il presidente del Consiglio aveva dichiarato che la misura aveva creato due importanti problemi. Il primo legato alla finanza pubblica, perché aveva provocato un aumento dei prezzi delle componenti necessarie per le ristrutturazioni (come quelle legate all’efficientamento energetico). Il secondo legato a quello che lo stesso Draghi aveva definito un «incentivo alle frodi»: a fine anno, l’Agenzia delle entrate ha bloccato 4,8 miliardi di crediti legati ai bonus edilizi, tra cui il Superbonus. Due buoni motivi, aveva detto Draghi, per non confermare la misura nei prossimi anni. Oggi, Franco ha fatto sapere che, di quei quasi 5 miliardi di cessioni di bonus edilizi intercettate dall’Agenzia delle entrate, 2,3 già sono stati oggetto di sequestro, ricordando che sono già in corso le indagini delle Procure di Foggia, Roma, Rimini e Treviso.


Le prossime mosse del governo

In un quadro del genere, l’esecutivo aveva provato a introdurre limitazioni al bonus, tra cui quella dell’Isee sotto i 25 mila euro. In fase di Manovra, però, il Parlamento aveva deciso di estendere comunque l’incentivo anche alle villette (non solo ai condomini) e di togliere il limite di reddito. Ora Draghi e Franco sono tornati sulla necessità di operare modifiche. «La possibilità di cedere crediti fiscali è diventata nel 2020 pressoché illimitata, senza limiti nel numero di passaggi, estesa a tutte le tipologie e senza presidi di garanzia come asseverazioni o visti», ha detto il ministro dell’Economia. «Questa situazione ha di fatto trasformato questi crediti in una sorta di moneta fiscale, si è creato un mercato non regolamentato, e il legame con i lavori diventava più labile». Da novembre, il governo lavora in una direzione diversa, cercando di inserire un sistema di controlli più efficace rispetto a quello in vigore oggi: «Asseverazione, controllo ex ante dell’Agenzia delle entrate, limiti al numero di cessioni dei crediti», ha detto Franco. «Sono controlli che vanno tutti nella direzione di assicurare certezza agli operatori. Il bonus deve funzionare in condizioni di certezza, che aiuteranno il sistema a funzionare meglio».

La difesa dei 5 stelle del Superbonus

Non tutti, comunque, sono compatti nella condanna: Riccardo Fraccaro, del Movimento 5 stelle, ha detto che «Draghi sbaglia due volte quando parla di truffe in edilizia». «La prima – ha detto – perché fa di tutta un’erba un fascio confondendo il Superbonus con gli altri bonus. La seconda, perché riconduce tutte le truffe al solo Superbonus 110%». Il riferimento è agli oltre 4 miliardi di truffe individuate dall’Agenzia delle entrate, che secondo Fraccaro «non riguardano se non in minima parte il Superbonus, proprio perché prevede asseverazioni e controlli». «Il governo lavori subito per far ripartire i cantieri del Superbonus bloccato ormai da troppo».

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