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Il ministero boccia un piano della Campania, De Luca insulta la dirigente. Franceschini: «Si scusi». La replica del governatore – Il video

Scoppia la polemica contro il presidente della Campania, che nell’ultima diretta Facebook se l’è presa con una dirigente del Mibac che ha contestato il piano Casa e Paesaggio della Regione guidata da De Luca

Se da un lato ci sono gli amministratori del Nord preoccupati perché i fondi del Pnrr possano finire per buona parte al Sud, dall’altro non c’è proprio soddisfazione come nel caso del presidente della Campania Vincenzo De Luca, caustico contro una dirigente del ministero della Cultura che avrebbe di fatto frenato i piani della Campania sui fondi del Ricovery plan. De Luca ha duramente attacco l’avvocata Annalisa Cipollone, capo dell’Ufficio Legislativo del Mibac, scatenando anche la reazione del ministro Dario Franceschini, intervenuto in difesa della dirigente, ultimo bersaglio del governatore campano. «Dovremmo correre e invece dobbiamo fare i conti con dirigenti come la dottoressa Cipollone – ha detto De Luca durante l’ultima diretta Facebook lo scorso 11 febbraio – Abbiamo approvato in Consiglio regionale alcune misure di semplificazione che riguardavano la riduzione del tempi per approvare alcune variante urbanistiche, la proroga del piano casa, interventi in zone Asi. Ora apprendiamo che il ministero della Cultura contesta queste decisioni di semplificazione burocratica, incredibilmente». E quindi De Luca ha concluso: «Voi pensate che con le centinaia di dottoresse Cipollone che ci sono nei ministeri saremo in grado di realizzare il Pnrr? Al massimo potremmo farci un brodino vegetale con tutte le cipollone sparse nei ministeri, rischiamo di non muovere una foglia».


Parole definite da Franceschini: «battute offensive, aggravate da un sapore maschilista, di cui credo farebbe bene a scusarsi». Netta la difesa d’ufficio del ministro per la sua dirigente: «una professionista di straordinaria competenza giuridica, della cui collaborazione io sono particolarmente orgoglioso». E contro De Luca il ministro rincara: «dovrebbe cercare di utilizzare argomenti giuridici per rispondere alle 18 pagine di parere sulla legge 31/21 della Regione Campania».


La replica

Di scusarsi, però, De Luca non sembra averne alcuna intenzione. Anzi contrattacca il ministro della Cultura di: «nascondersi dietro il “politicamente corretto” per non affrontare i problemi di merito, avendo davvero tempo da perdere». E sicuro del fatto che: «Nessuno ha offeso nessuno». Nel merito De Luca vuole entrarci, accusando il ministero di voler «paralizzare l’Italia» con «una concezione della “tutela del paesaggio”» come quella emersa dalla contestazione del ministero alla Campania. Sulle accuse di sessismo, poi, il governatore Campano rilancia: «A chi trasforma una mezza battuta del tutto innocente, e priva di connessioni con l’anagrafe e la condizione di genere, in un atto di maschilismo assolutamente inventato, ricordo che il rispetto e la valorizzazione delle donne occorre affermarlo quando – aggiunge – si decide la delegazione dei ministri nel Governo, e ci si dimentica di garantire una presenza femminile. Questo è maschilismo vero e indecente, non le stupidaggini».

Ora De Luca dice di aspettarsi che sia invece Franceschini a chiedere scusa: «ai tanti disoccupati e alla povera gente nel momento in cui il soprintendente al San Carlo proposto dal Ministero, decide vergognosi aumenti di stipendio, del tutto immotivati, e non tollerabili in un momento nel quale tante famiglie hanno problemi di vita».

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