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M5s, Grillo sui due mandati: «Nessuna deroga. Fa eccezione solo la candidatura in Ue o in Regione»

Il fondatore del Movimento torna sul vincolo «identitario» del partito che esclude la possibilità di restare in Parlamento per un terzo mandato

Beppe Grillo non transige: il vincolo del doppio mandato non si tocca. Solo in due casi è possibile valutare eccezioni: la candidatura alle elezioni europee o a quelle regionali. Ma in Parlamento non si torna per la terza volta. È chiaro il messaggio che il co-fondatore del Movimento lancia ai parlamentari della prima ora. Per Grillo non esiste e mai esisterà alcuna deroga per un terzo mandato: chi ha già esaurito i primi due in Parlamento può mirare all’Europarlamento o ai Consigli regionali, ma per Camera e Senato è fuori dai giochi. Stando a un’indiscrezione rivelata da AdnKronos, Grillo avrebbe detto ad alcuni dei suoi: «È un tema identitario, non si può derogare. E poi in Europarlamento o in Regione guadagnate anche di più, quindi non rompete le pa**e». E anche in queste sedi vale la stessa regola, ha ricordato il garante del Movimento. Chi per esempio ha già fatto i due mandati in Regione o a Bruxelles può semmai rivolgere le sue attenzioni solo al Parlamento, sempre che riesca nell’impresa. Lo scopo ultimo di questo tratto identitario del M5s è quello di «contrastare nicchie di poteri e correnti». Il tema riguarda, come noto, anche big di partito come il ministro degli Esteri Luigi Di Maio e il presidente della Camera Roberto Fico. A partire dalla prossima legislatura sarà applicato il taglio dei parlamentari, voluto dallo stesso Movimento, che ridurrà del 36,5% il numero di deputati e senatori.


Immagine in evidenza: archivio


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