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Covid, Israele dice addio al Green pass: a fine febbraio verrà abolito

Intanto si registra una continua richiesta della quarta dose di vaccino da parte di chi ha fatto la terza oltre cinque mesi fa

Alla fine di febbraio Israele dirà addio al Green pass. A partire dal primo marzo sarà possibile circolare senza la certificazione. La decisione è stata presa dal primo ministro Naftali Bennett nel corso di una riunione con il ministro della Sanità e i responsabili governativi della lotta Coronavirus. L’abbandono del certificato verde alla sua scadenza alla fine del mese era già nell’aria da tempo visto l’andamento dell’epidemia nel Paese. Lo stesso premier ne aveva già parlato menzionando il miglioramento dei parametri Covid in tutto il territorio. Visto il calo del numero di casi, dei malati gravi, del Fattore R e di altri parametri presi in considerazione dalle autorità israeliane, Bennett aveva fatto capire che ci sarebbe stato un allentamento generale di tutte le misure restrittive imposte i mesi scorsi per contenere la diffusione del virus. «Questa ondata si sta piegando – ha spiegato questa mattina -. Per quanto mi riguarda, dobbiamo prepararci ad allentare le restrizioni presto».


Nel giro di una decina di giorni cambieranno dunque molte cose nel Paese, che si appresta a vivere una nuova nuova stagione di normalità da quando è cominciata l’emergenza sanitaria. Tra gli altri provvedimenti che saranno adottati, ci sarà il permesso d’ingresso nel Paese dei bambini dai 5 anni in su non vaccinati. Proprio questa è stata una delle cause che ha frenato il turismo per lunghi mesi. Con molta probabilità sarà abolito anche l’obbligo di test antigenico o molecolare prima di imbarcarsi per Israele, mentre resterebbe quello in vigore all’arrivo all’aeroporto. Stando agli ultimi dati diffusi dal ministero della Sanità, nelle ultime 24 ore sono stati registrati 21.152 nuovi contagi a fronte di 111.273 tamponi con un tasso di positività in forte calo, al 19.01%. Sono in forte diminuzione anche i malati Covid gravi ricoverati in terapia intensiva. E in questo contesto è si registra anche la continua richiesta della quarta dose di vaccino da parte di chi si è sottoposto alla terza oltre cinque mesi fa.


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