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Roma, la «Super patata» per spiegare il sesso agli studenti: genitori sul piede di guerra contro insegnante – Il video

Le lezioni di sessualità non sono piaciute nemmeno al presidente dell’associazione nazionale dei presidi di Roma: «Video disarmante, questa è diseducazione sessuale»

Da una parte docenti impreparati, dall’altra genitori arrabbiati. Succede in una scuola di Roma dove ai ragazzini di prima media dell’istituto comprensivo Bruno De Finetti a Fonte Laurentina è stato mostrato un video – proveniente da una trasmissione della fine degli anni Novanta Hollywood Party – con un’eroina che conteneva presunti riferimenti sessuali. Lo racconta oggi 23 febbraio Il Messaggero. Interpretata da Carla Signoris, l’eroina si chiamava Super Patata – un personaggio che, alzando la gonna, sconfiggeva il male sparando lampi, fulmini e saette – al punto da portare i ragazzini a chiedere alle loro compagne: «Allora anche tu hai la super patata, me la fai vedere?». Quel video non aveva chiaramente questa finalità, parlava di supereroi ma, forse, per un pubblico così giovane, non era del tutto adatto. A proporlo è stata la prof di italiano che sostituiva la docente in maternità.


Una serie di riferimenti sessuali, dunque, accompagnati dalla frase «Non dite niente ai genitori» che hanno scatenato la reazione dei genitori. A questo si aggiunga un video sul bullismo che si chiude con il suicidio del giovane. E non è finita qui: ai ragazzini sarebbe stato proposto anche il sonetto di Gioacchino Belli «Er padre de li Santi», ovvero un elenco dettagliato di come si può chiamare l’organo maschile: «uscello, ciscio, nerbo, pennacolo, scafa, arma, fallo, asta, verga». «Insegnasse loro la grammatica invece di trovare questi escamotage», dice un papà. I ragazzi sarebbero turbati: «Mia figlia non voleva andare in classe, ha iniziato a piangere per paura che iniziasse a parlare dell’organo femminile».


I presidi: «Questa è diseducazione sessuale, video disarmanti»

Lezioni di sessualità, riferimenti sessuali più o meno espliciti che non ha gradito nemmeno Mario Rusconi, presidente dell’associazione nazionale dei presidi di Roma, secondo cui questo non è altro che «il contrario dell’educazione sessuale, questa è diseducazione, questi video sono disarmanti nella loro rozzezza sessista». Un «video diseducativo che non attiene alla didattica né alla sessualità. La donna viene messa alla berlina». La verità – aggiunge – è che «noi non abbiamo una formazione adeguata per gli insegnanti, manca un codice deontologico dei docenti nella scuola italiana». Tra l’altro, «non è diffusa una sana educazione sessuale tra i ragazzi che dovrebbe essere fatta con grande accortezza e cautela specie in quella età in cui si affacciano all’adolescenza». E le poesie di Gioacchino Belli? «I bambini piccoli non le possono comprendere. Usate così sono solo in chiave comico macchiettistica, ma la scuola non è quella dei film di Alvaro Vitali. Specie con tutto quello che accade alle donne nella cronaca».

Foto in copertina da Il Messaggero

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