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La reazione dello sport all’attacco in Ucraina, i primi boicottaggi (da milioni di euro). Shevchenko: «La mia gente è in pericolo: vi prego, fermate Putin»

Dal calcio alla Formula 1, cresce il fronte di società e sportivi che vogliono boicottare la Russia dopo l’invasione in Ucraina

«La mia gente e la mia famiglia sono in pericolo» scrive l’ucraino Andriy Shevchenko, ex allenatore del Genoa, indimenticata bandiera del Milan, con cui vinse il Pallone d’oro nel 2004. Tra le reazioni più forti nel mondo dello sport, dal calcio al basket passando per la Formula 1, inevitabilmente travolto dall’attacco russo in Ucraina, quella di Shevchenko prova a essere la voce dei tanti ucraini che tengono il fiato sospeso mentre si intensificano i bombardamenti delle truppe russe sul loro Paese: «Vi prego – scrive l’ex attaccante – vi prego di sostenere il nostro Paese e chiedere al Governo russo di fermare la loro aggressione e violazione del diritto internazionale. Tutto quello che vogliamo è la pace – prosegue – Non c’è bisogno della guerra. La guerra non è la risposta».


La Uefa sta valutando di spostare la sede della finale di Champions League

Il mondo sportivo prova a far sentire la propria voce, con tentativi di pressione sul Cremlino che vanno da quelli in parte simbolici, ma con concreti risvolti economici, come nel caso della Uefa che sta valutando di spostare la sede della finale di Champions League prevista a San Pietroburgo. I legami economici tra la Federcalcio europea e la Russia nel corso degli anni sono diventati sempre più stretti, come dimostrano le sponsorizzazioni di cui gode il torneo più importante del calcio europeo da parte di società russe che hanno investito nel mondo del pallone. C’è la Gazprom fra tutte, a cui ha voltato le spalle già da oggi lo Shalke. Il club tedesco ha deciso eliminare con effetto immediato la scritta «Gazprom» dalle maglie, che lascerà il posto a «Shalke 04» sul petto dei giocatori. L’effetto immediato per la società è la rinuncia a un investimento da circa 10 milioni di euro. Il club ha anche allontanato dal consiglio di amministrazione Matthias Warning, ex manager della Gazprom e considerato uomo di fiducia di Vladimir Putin. Warning è anche amministratore delegato del gasdotto Nord Stream 2, progetto congelato dal governo tedesco.


L’Eurolega rinvia le partite previste contro squadre di basket russe

L’Eurolega di basket ha deciso di rinviare le partite previste contro squadre russe per venerdì 25 febbraio.Si tratta di tre partite: Bayern Monaco-Cska Mosca, Baskonia-Unics Kazan e Zenit-Barcellona. Si mobilita anche il mondo della Formula 1, a cominciare da Sebastian Vettel che ha già annunciato di non voler scendere in pista a Sochi il prossimo autunno, quando è previsto il Gp di Sochi. E il tedesco potrebbe non essere l’unico a boicottare la gara: «Sicuramente ne parleremo con gli alti piloti, perché subito ho pensato che avremmo corso a Sochi il 25 settembre. Ne parleremo con gli altri, ma io la mia decisione l’ho già presa. Io penso che non dovremmo andare lì a correre, anzi io di sicuro non andrò».

De Zerbi bloccato a Kiev

Resta complicata intanto la situazione di Roberto De Zerbi, allenatore dello Shakhtar Donetsk, club da anni orfano del suo stadio dopo i bombardamenti nel Donbass nel 2014. Il tecnico italiano aveva deciso di restare in Ucraina, nonostante gli inviti della Farnesina a partire, ed è ancora bloccato a Kiev: «Abbiamo scelto di restare in Ucraina con ansia e paura – ha detto a Sportitalia – ci avevano detto che al 70% avremmo giocato sabato a Kharkiv, a 30 km dal confine russo. Ora con i bombardamenti è tutto sospeso e noi aspettiamo notizie dell’ambasciata italiana, per capire come muoverci, Confidiamo nell’aiuto del Governo. Non siamo degli eroi – ha aggiunto – Rifarei la scelta di restare, ma mi farei sentire con più forza dalla federazione ucraina: quando Putin ha fatto il primo discorso, forse lo hanno sottovalutato».

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