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L’Ue è pronta ad armare l’Ucraina: dopo gli aiuti dei singoli Stati, Bruxelles prepara la svolta

L’Ue sta valutando di attivare la European Peace Facility, con un sostegno in fondi ed equipaggiamenti per Kiev. Il tema sarà discusso nel vertice di oggi

I primi Paesi si sono mossi in autonomia. Ieri, 26 febbraio, la svolta della Germania, che ha annunciato l’invio di armi anti-tank e missili terra-aria all’Ucraina. Equipaggiamenti militari arriveranno a Kiev anche da Repubblica Ceca, Slovacchia, Paesi Bassi, Francia e Belgio. Ora è atteso un segnale dall’Unione europea nel suo complesso. Bruxelles sta valutando di attivare la European Peace Facility, decisione che si tradurrebbe in un sostegno in fondi ed equipaggiamenti per l’Ucraina. La questione sarà discussa nel corso della riunione straordinaria dei ministri degli Esteri prevista oggi, 27 febbraio. «Proporrò un pacchetto di aiuti di emergenza per le forze armate ucraine, per sostenerle nella loro eroica battaglia» ha detto l’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell. Secondo Parigi, «la soluzione non può essere equipaggiare l’Ucraina al livello militare della Russia. Il punto è aumentare il costo della guerra in modo tale che Putin sia costretto a riconsiderare i suoi piani. Capendo che pagherebbe un prezzo troppo alto».


Gli aiuti militari previsti dai Paesi Ue

  • Germania: 1.000 lanciarazzi anti-carro e 500 missili terra-aria;
  • Belgio: 2 mila mitragliatrici e 3.800 tonnellate di carburante per i mezzi dell’esercito;
  • Repubblica Ceca: munizioni, fucili di precisione, mitragliatrici, sistemi ottici, oltre a 1.200 proiettili per artiglieria consegnati a gennaio;
  • Slovacchia: 12 mila proiettili per artiglieria e tonnellate di carburante;
  • Francia: equipaggiamenti militari e carburante;
  • Paesi Bassi: 200 missili Stinger.

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