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Ucraina, la storia del birrificio Pravda che ha cominciato a produrre bombe molotov

Il birrificio si trova a Leopoli, città situata vicino al confine con la Polonia

Sull’etichetta un’immagine di Vladimir Putin senza vestiti seduto su un trono. Sotto una scritta: «Putin khuylo», un insulto rivolto al presidente russo molto diffuso tra i suoi oppositori. Dentro la bottiglia, invece, un cocktail infiammabile prodotto con benzina e olio sigillato con una benda di stoffa. In questi giorni il birrificio Pravda Beer di Leopoli ha abbandonato la sua linea di produzione abituale e ha iniziato a confezionare bombe molotov. Con i suoi 720 mila abitanti, Leopoli è una delle città più importanti dell’Ucraina, posizionata vicino ai confini della Polonia. La testata France 24 riporta alcune dichiarazioni rilasciate da Yuriy Zastavny, il proprietario del birrificio: «Lo facciamo perché qualcuno deve farlo. Abbiamo le capacità, abbiamo attraversato una rivoluzione di strada nel 2014». Nel febbraio 2014 il Paese ha vissuto una serie di rivolte di piazza che hanno portato alla cacciata del presidente filorusso Viktor Janukovyč. La produzione di molotov è cominciata il 26 febbraio e il birrificio ha aperto un canale di donazioni. Immagini legate a questi ordigni stanno arrivando da diverse parti del Paese. Una delle sequenze diventate più virali è stata ripresa a Dnipro, città vicina ai territori del Donbass sul fiume Dnieper. Qui si vedono decine di persone riunite tutte insieme in un parco pubblico per produrre molotov in serie.


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