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No! Questo video non mostra un bunker abbandonato dagli ucraini con casse della Croce Rossa piene di dollari

Il video è stato attribuito alla guerra in Ucraina, ma non c’entra nulla

Su Facebook circola da ieri un video che mostra quintali e quintali di banconote stoccate dentro delle casse con su impresso il logo del Comitato Internazionale della Croce Rossa (ICRC). Il filmato è stato utilizzato per sostenere che quel denaro sia stato rinvenuto in Ucraina e che abbia a che fare con la Croce Rossa, generando una teoria del complotto, ma la storia è diversa.

Per chi ha fretta

  • Sì, quelli mostrati nel video sono soldi veri.
  • No, il denaro non è stato trovato in Ucraina.
  • Quelli mostrati sarebbero fondi dell’ex dittatore libico Gheddafi rinvenuti in Ghana.
  • Anche se le casse hanno il logo della Croce Rossa, l’organizzazione risulta estranea ai fatti.

Analisi

Ecco uno dei post che condivide il video con il seguente testo: «In un bunker in Ucraina dono state trovate casse della croce Rossa piene di soldi….».

Screenshot del video su Facebook

In un altro post, pubblicato dall’utente Giovanni, leggiamo:

IN UCRAINA, LA CROCE ROSSA USATA COME “BANCOMAT” PER L’ESERCITO UCRAINO.

La Guardia Nazionale cecena ha trovato in un bunker abbandonato dei nazionalisti ucraini in fuga, delle casse della Croce Rossa che contenevano mazzetti di banconote americane per centinaia di migliaia di dollari.

Il video circolava nel 2018

Il video in questione è tutto meno che inedito: circola su internet da anni. Già nel 2018, Daniel Cabrales, l’attuale ambasciatore colombiano in Repubblica Dominicana e all’epoca senatore della Colombia aveva attribuito quel denaro alle FARC (le Forze Armate Rivoluzionare della Colombia) che lo avrebbero ottenuto tramite il narcotraffico.

Non solo, tra i molti destinatari a cui il denaro sarebbe dovuto arrivare, secondo i complottisti, c’è anche l’ISIS. Infatti, sempre nel 2018, il veterano della guerra russo-afghana Zaid Hamid ricollegava il video a un’operazione dell’intelligence russa, che avrebbe rinvenuto il denaro in due furgoncini dell’ICRC che lo avrebbero portato all’ISIS per finanziare operazioni terroristiche in Siria e in Iraq.

Il rapporto dell’ONU che spiega tutto

Queste due prove sono già sufficienti a stabilire che il video in questione non è stato girato durante l’attuale guerra in Ucraina. Rimane però da comprendere da dove siano arrivati tutti quei soldi. Il mistero è svelato da un rapporto dell’ONU del 2017 sul panorama politico della Libia post-Gheddafi. Nel documento è spiegato che il denaro apparteneva all’ex dittatore libico morto nel 2011, che aveva sparpagliato i propri fondi per tutta l’Africa, che infatti sono stati rinvenuti anche in Burkina Faso. Nello specifico, quelli mostrati nel video, certifica il rapporto, si trovavano ad Accra, capitale del Ghana, dove sono rimasti almeno fino al 2016. La foto nel documento mostra casse con lo stesso logo e dello stesso colore di quelle nel video, ulteriore prova che si tratta delle stesse.

Si legge nel documento dell’ONU:

«In a second case, sources told the Panel that physical assets are being kept in Accra, Ghana. At least until February 2016, they were allegedly stored in boxes with an ICRC logo at the premises of an ‘international human rights organization’, Le Comité International pour la Protection des Droits de l’Homme (CIPDH). The Panel has contacted France where the organization has its headquarters.
The Panel has seen a report on the matter filed with the Ghanaian police and has subsequently contacted Ghana to ask for clarification. The Panel’s letter, and another reminder, have remained unanswered».

Le scorte del Burkina Faso

Ad ulteriore conferma di quanto detto nel documento, l’ICRC nel 2018 ha rilasciato una dichiarazione in cui conferma la propria estraneità ai fatti e che il logo dell’organizzazione è stato utilizzato impropriamente.

«The misuse of the ICRC emblem in the video is a dangerous abuse of ICRC’s name and the particular meaning and purpose of the Red Cross emblem, which is the visible sign of the protection conferred by the Geneva Conventions to the victims of armed conflicts. The video fuels false conspiracy theories, such as money laundering, that harm the reputation the organization has built by assisting people affected by war over the last 155 years».

Conclusioni

Come mostrato chiaramente nel rapporto dell’ONU, il denaro non è stato rinvenuto in Ucraina, bensì in Ghana. Per di più non era diretto all’ISIS ma costituiva parte dei fondi dell’ex dittatore Gheddafi.

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