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Ucraina, le voci su un referendum a Cherson agitano Kiev: «Quella città non farà mai parte della Russia»

Il ministro degli Esteri ucraino Kuleba: «I russi non hanno alcun supporto popolare. Se dovesse essere vero, si dovrà procedere con ulteriori sanzioni»

La Russia starebbe preparando un referendum nella città portuale di Cherson, nel Sud dell’Ucraina, l’unica grande città occupata sinora dalle truppe di Mosca, uno snodo nevralgico verso il Mar Nero. L’obiettivo dei russi, secondo quanto riferito da fonti ucraine, sarebbe quello di creare una nuova “repubblica popolare”, come quelle create nel 2014 e nel 2015 nella regione del Donbass, nelle province di Donetsk e di Lugansk. Dmytro Kuleba, ministro degli Esteri ucraino, ha commentato: «Considerato che i russi non hanno alcun supporto popolare, si tratterà di una completa messinscena. Qualora però questo dovesse essere vero, si dovrà procedere con ulteriori severe sanzioni contro la Russia. La città di Cherson è e sarà sempre ucraina».


In precedenza, Serhiy Khlan, membro del governo regionale di Cherson, su Facebook aveva annunciato che «i russi stanno chiamando tutti i deputati del consiglio regionale di Cherson chiedendo se sono pronti a cooperare» per la creazione di questa nuova “repubblica popolare”. Khlan ha rivolto ai colleghi un appello: «Sono sicuro che comprenderete le conseguenze delle vostre decisioni. La creazione di una “repubblica popolare” trasformerà la nostra città in un luogo senza speranza, senza vita, né futuro. L’intero Paese ci guarda e non esiste alcuna scusante per poter accettare questo. Non entrate nella storia dell’Ucraina da traditori, di cui nessuno ha bisogno, ma da cittadini i cui nomi verranno ricordati dalle prossime generazioni».


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