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Addio al Super Green pass ma restano le mascherine al chiuso: il nuovo decreto di Draghi con l’allarme quinta ondata

Domani dovrebbe arrivare il tanto atteso decreto anti-Covid che, di fatto, allenterà tutte le misure. Stadi al 100% di capienza, stop al Green pass rafforzato sul lavoro per over 50, prof e forze dell’ordine. Intanto risalgono i contagi e si teme un’impennata dei casi

I numeri di ieri 15 marzo non promettono nulla di buono. 85 mila contagi, 180 morti e un tasso di positività in crescita. Con questi dati e con la riduzione delle misure anti-Covid, il rischio è che la quinta ondata possa essere ormai alle porte. Insomma, l’incubo non è finito nonostante la fine dell’emergenza, l’addio del generale Figliuolo e del Cts che verranno sostituiti dalle strutture interne del ministero della Salute o da quelle delle Regioni. Intanto il governo Draghi, già domani 17 marzo, potrebbe varare un decreto per allentare le restrizioni (ancora in vigore) contro il virus. Si parte dal Super Green pass che, di fatto, sparisce mentre quello base non servirà più all’aperto. Le mascherine andranno tenute nei luoghi chiusi e l’obbligo vaccinale per gli over 50 resterà fino a giugno. Per lavorare, comunque, basterà il tampone.


Il pugno duro dell’esecutivo sembra essere, di fatto, tramontato. Nei luoghi al chiuso, ad esempio, servirà ancora la certificazione verde (almeno fino al primo maggio), ma basterà quella base, quindi anche solo con il tampone. All’aperto, invece, nessun documento. Al momento si tratta di ipotesi – messe nero su bianco da Repubblica – che potrebbero essere messe in discussione oggi 16 marzo dalla cabina di regia seguita poi dalle regioni riunite in Conferenza per fare il punto della situazione. Domani 17 marzo il Consiglio dei ministri.


Cosa cambia con il nuovo decreto

Il ministro della Salute Roberto Speranza, da sempre “rigorista”, teme che un liberi tutti, che l’azzeramento, o quasi, delle misure possa portare a un aumento dei contagi che, in realtà, c’è già. Basta guardare il Regno Unito o la Germania che ha addirittura annullato il Freedom day, la giornata che avrebbe previsto l’abolizione di ogni norma anti-Covid. Anche nel nostro Paese i dati sono in risalita: i dati di ieri 15 marzo parlano di oltre 85 mila contagi e 180 morti con un tasso di positività al 14,5 per cento. Nonostante questo, però, il governo italiano tira dritto e toglie il Green pass non solo ai tavoli all’esterno di bar e ristoranti ma anche ai concerti o agli spettacoli all’aperto. Per trasporti pubblici, cinema, musei o biblioteche potrebbe bastare, invece, solo il Green pass base e non più quello rafforzato.

Addio anche alla certificazione verde rafforzata per gli over 50, forze dell’ordine e professori sul luogo di lavoro. Basterà, anche in questo caso, il test. In realtà, fino al 15 giugno resta l’obbligo vaccinale per gli over 50: previste multe e sospensioni. Potremmo salutare anche la quarantena da contatto persino per i non vaccinati. A scuola, poi, dovrebbe sparire l’obbligo delle mascherine FFP2. Andranno bene le chirurgiche. E gli stadi? Capienza al 100 per cento: si spera in una deroga per la partita della Nazionale del 24 marzo. Per i palazzetti, invece, capienza al 75 per cento.

L’allarme quinta ondata di Covid

Alla luce di questi allentamenti, la pandemia del Coronavirus è davvero finita? Assolutamente no. I dati sono in risalita e le poche misure anti-Covid che restano in campo lasciano ipotizzare una risalita, magari frenata dai vaccini e dal beltempo in arrivo. Ma niente è finito. Lo mette nero su bianco anche La Stampa di oggi, citando i dati dell’Osservatorio Salute dell’università Cattolica, secondo cui la variante Omicron uccide 10 volte tanto l’influenza, 3 volte di più se si considerano anche le morti causate solo indirettamente dal virus influenzale. Insomma, altro che variante innocua o debole. Il Covid continua a circolare e presto si rischia di tornare ai 200 mila contagi al giorno. La quinta ondata, dunque, potrebbe essere in arrivo e gli 85 mila contagi di ieri (+42 per cento in una settimana), dato più alto dall’8 febbraio scorso, ne sono una prova.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/MATTEO CORNER

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