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Jet militare precipita nel Lecchese: morto uno dei piloti, l’altro è in gravi condizioni

Il monte Legnone è noto per i percorsi di trekking. Il luogo dell’incidente è distante dalle prime abitazioni

Si sono lanciati con il paracadute i due piloti del jet militare che questa mattina si è schiantato contro il monte Legnone, sul lago di Como, in provincia di Lecco. I due militari hanno lasciato l’abitacolo poco prima che l’aereo esplodesse contro la parete rocciosa del monte: uno è morto, l’altro è in gravi condizioni. Il pilota ferito è stato trovato su uno sperone di roccia, in una zona molto impervia. A raccontare la scena alcuni testimoni, residenti nella zona. L’incidente è stato visto da tutta l’area circostante perché una nube nera si è alzata dal monte. I soccorsi del 118, sia da Como sia da Milano, sono arrivati immediatamente sul posto con due elicotteri. Mobilitati anche i vigili del fuoco di Lecco e di Sondrio. Il monte Legnone è una meta molto popolare per i percorsi di trekking ma ora la sua cima è ricoperta di neve le prime abitazioni sono distanti dalla zona dell’incidente.


Dalle prime ricostruzioni sembra che l’aereo abbia preso fuoco in volo per poi schiantarsi contro la montagna, una vetta di 2.609 metri tra le più alte nella zona vicino al lago. Il pilota deceduto sarebbe stato di nazionalità inglese, mentre quello che si è salvato era italiano. Si trattava di un volo di addestramento. L’aereo sarebbe stato un modello Alenia Aermacchi T-346A prodotto dall’italiana Leonardo. Secondo una ricostruzione pubblicata dal Corriere della Sera, avrebbe avuto all’attivo appena 20 ore di volo: questo veicolo era infatti in fase di collaudo, non è era ancora in forze all’aeronautica italiana. Il veicolo schiantato era in grado di superare i mille chilometri orari a bassa quota.


Il luogo dell’incidente

Chi è il pilota sopravvissuto

Nelle ore dopo l’incidente è emerso anche il nome del pilota sopravvissuto alla caduta: si tratta di Giampaolo Gottin, 53 anni, originario della provincia di Verona ma residente in quella di Torino. Gottin è stato nell’aereonautica militare dal 1986 al 2007, per poi diventare collaudatore di aerei. La causa dell’incidente sarebbe dovuto a un problema tecnico: una volta capito che il jet stava precipitando, Gottin avrebbe diretto l’aereo verso la montagna per farlo esplodere in un’area disabitata. Il pilota italiano ha alle spalle una lunga carriera nell’aviazione: nel 2002 è stato il primo pilota non statunitense a ricevere il titolo Flight commander of the year. Al momento Gottin è ricoverato con un trauma facciale ma le sue condizioni sono sotto controllo.

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