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Ucraina, via libera della Nato agli aiuti militari: «Invieremo armi anti-carro e droni». Appello alla Cina: «Non sostenga Mosca»

Approvato anche il rafforzamento dell’Alleanza a Est: in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia saranno schierate quattro unità da combattimento

La Nato rafforzerà le proprie difese a Est e incrementerà l’assistenza militare all’Ucraina. La decisione è stata annunciata in seguito al vertice straordinario dell’Alleanza Atlantica, tenutosi oggi, 24 marzo. «Gli alleati oggi hanno deciso di fornire più assistenza all’Ucraina, anche dal punto di vista militare: armi anti-carro, difese anti missili e droni, che si sono dimostrati molto efficaci. Gli alleati poi assisteranno l’Ucraina con aiuti finanziari e umanitari», ha detto il segretario Jens Stoltenberg in conferenza stampa. «Prenderemo ulteriori decisioni quando ci incontreremo a Madrid (alla fine di giugno, ndr)», ha aggiunto, prima di lanciare un messaggio alla Cina: «Non deve fornire sostegno economico o militare all’invasione russa».


Nuove unità da combattimento nell’Europa dell’Est

Per la Nato, l’invasione russa dell’Ucraina rappresenta la sfida più grande dai tempi della Seconda Guerra Mondiale e, come ha lasciato intendere Stoltenberg alla vigilia del summit, richiede un «reset» dell’Alleanza che sia in grado di fornire risposte a lungo termine. Nell’immediato, la Nato rafforzerà il fianco orientale schierando quattro nuove unità da combattimento: verranno dislocate in Bulgaria, Ungheria, Romania e Slovacchia, in aggiunta alle forze già presenti dal 2014 in Polonia e nei Paesi baltici e alle 100 mila truppe Usa sul territorio europeo.


L’appello di Kiev: «Dateci i vostri carri armati»

Ma non è tutto. Se l’imposizione di una no-fly zone è esclusa (lo stesso presidente ucraino Volodymyr Zelensky non ne ha fatto cenno nel suo intervento al vertice), l’Alleanza si impegna a fornire a Kiev equipaggiamenti per far fronte a minacce «chimiche, biologiche, radiologiche e nucleari». Zelensky aveva chiesto alla Nato «aiuti militari senza restrizioni». «Avete almeno 20.000 carri armati. L’Ucraina ha chiesto l’uno per cento di tutti i vostri carri armati. Dateceli o vendeteceli», aveva detto il presidente ucraino intervenendo in videochiamata al summit. «La Nato deve ancora far vedere cosa l’Alleanza può fare per salvare le persone. Far vedere che è davvero la più potente associazione di difesa nel mondo. E il mondo sta aspettando. E l’Ucraina sta aspettando ancora di più di vedere azioni concrete». In mattinata Zelensky aveva avvertito che i summit della giornata (Nato, vertice G7 e Consiglio Europeo) mostreranno «chi è un amico, chi è un partner, e chi ci ha tradito per soldi».

La richiesta (già bocciata) di una missione di pace in Ucraina

Nel vertice Nato odierno si è discusso anche della possibile minaccia nucleare sullo sfondo della guerra in Ucraina. Gli Stati Uniti e l’Alleanza si stanno preparando al rischio di incidenti nucleari e biologici russi, ha detto un funzionario dell’amministrazione Usa. Quanto alla richiesta della Polonia e di alcuni Paesi dell’Europa orientale che spingono per una forza di pace internazionale in Ucraina, l’ipotesi è stata accantonata dalla Nato e dal presidente statunitense Joe Biden. Lo stesso Biden, in vista di una giornata potenzialmente cruciale per gli sviluppi della crisi ucraina, ha twittato: «Oggi a Bruxelles sto incontrando gli alleati della Nato, i membri del G7 e il Consiglio Europeo per discutere la nostra risposta all’attacco non provocato e ingiustificato della Russia in Ucraina. Siamo uniti in difesa della democrazia e con il popolo dell’Ucraina».

Nel corso del vertice Nato, è stato deciso anche il prolungamento fino al 30 settembre 2023 del mandato di Stoltenberg, che si è detto «onorato»: «Mentre affrontiamo la più grande crisi di sicurezza in una generazione, siamo uniti per mantenere la nostra Alleanza forte e la nostra gente al sicuro».

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