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Due italiani bloccati a Cherson sono riusciti a lasciare l’Ucraina: ci provavano da settimane

Antonio Antonelli e Simone Sclafani sono riusciti ad arrivare a Odessa, dove due giornalisti della Rai li hanno aiutati a raggiungere il confine con la Moldova

Dopo settimane di tentativi e un viaggio estenuante, due degli italiani bloccati a Cherson sono riusciti a lasciare l’Ucraina. Antonio Antonelli e Simone Sclafani erano rimasti nella città controllata dalle forze d’occupazione russe insieme alle loro compagne. Quando è iniziata la guerra, Sclafani, siciliano, era a Nova Kachovka con la fidanzata Yulya. Si era poi messo in viaggio verso Cherson, città dove da settimane proseguono le proteste anti russe, e da tempo provava a uscire attraverso i corridoi umanitari organizzati per le evacuazioni. A Cherson c’erano anche Antonelli, rietino, e sua moglie ucraina. Le due coppie sono riuscite a raggiungere Odessa, città sul Mar Nero, dopo aver fallito diversi tentativi di fuga – tra cui quello con un convoglio organizzato dall’Osce, che era stato costretto a tornare indietro per i continui attacchi dei russi che ne impedivano il passaggio. Da lì, Antonelli e Sclafani con le rispettive compagne sono andati fino al confine con la Moldova, dove sono stati soccorsi dai funzionari del ministero degli Esteri. Ad aiutarli ad attraversare il confine da Odessa sono stati due giornalisti della Rai, Giammarco Sicuro e Simone Zazzera, inviati a Odessa. «Stiamo accompagnando due coppie, due italiani e due ucraine, in salvo al confine moldavo», ha scritto Sicuro su Twitter. «Vengono dalle zone occupate di Cherson e raccontano di bambini e anziani uccisi lungo la strada e checkpoint dell’esercito russo controllati da miliziani ceceni».


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