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Il Pm: «Stupro? Il marito deve poter vincere minime resistenze». Ma il giudice dice no all’archiviazione

Adesso ci saranno altri 6 mesi di tempo per ascoltare la vittima e per interrogare l’uomo, accusato di stupro

Secondo il pm di Benevento – chiamato a pronunciarsi sul caso di una donna che aveva accusato il marito di stupro – «in relazioni logore come la loro, era normale dover vincere quel minimo di resistenza che ogni donna, nel corso di una relazione stabile e duratura, tende a esercitare quando un matrimonio tenta un approccio sessuale». Insomma, l’uomo non avrebbe commesso alcun reato. Una ricostruzione a cui la difesa della donna si è subito opposta e che ha spinto la Procura – rappresentata in aula ieri 1 aprile da un altro pm rispetto a quello della richiesta di archiviazione – a chiudere al giudice altro tempo per indagare, per ascoltare la donna e per interrogare il marito. E così nella giornata di ieri il Gip, in un’udienza camerale, ha deciso di dare altri 6 mesi per indagare. Ne scrive oggi il Fatto Quotidiano. I «fatti carnali» – secondo il pm di Benevento – andavano «ridimensionati nella loro portata» anche perché la donna, pare, stesse meditando il divorzio: «Non nutrendo più i sentimenti e la stima di un tempo nei confronti del marito, non era più incline a congiungersi con lui», scriveva. Ma la Procura ora ha smontato la sua tesi.


In copertina ANSA | ‘Ogni tre giorni – If you were in my shoes’ è il titolo dell’opera di street art a Roma in via del Conservatorio realizzata da Laika, 25 novembre 2021


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