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I duemila bambini e ragazzi scomparsi dall’Ucraina: «Rapiti o possibili vittime di prostituzione»

L’Onu parla di 103 minori morti. Altri sono spariti alla fine di febbraio. Alcuni sono stati ritrovati in Germania e in Romania. Altri potrebbero essere finiti in Russia

«La Russia sta usando forni crematori per bruciare i corpi di donne e bambini». A dirlo è stata ieri la vicepremier dell’Ucraina Irina Vereshchuck in un intervento a Sky Tg 24. E si tratta di una delle tante denunce che riguardano la scomparsa di cittadini ucraini, tra cui anche bambini e giovani, di cui ha parlato anche il presidente Zelensky in un video. E così, mentre 25 ragazze denunciano di aver subito uno stupro a Bucha, aumentano le segnalazioni di giovani che non si trovano più. Intanto l’Onu certifica che sono 130 i bambini sono fra le vittime civili dell’invasione della Russia. L’ultimo trovato morto è Sasha, 4 anni, scomparso un mese fa mentre fuggiva con la nonna da Kiev.


I minori vittime di tratta

Poi ci sono i minori scomparsi. Che potrebbero essere morti oppure aver avuto un altro destino: «Finora più di 1,2 milioni di minori hanno attraversato il confine a Medyka: almeno il 10%, tra i 200 mila e i 300 mila, rischiano di finire vittima di sfruttamento o prostituzione», spiega al telefono all’inviato di Repubblica Salvatore Giuffrida il presidente di Telefono Azzurro Ernesto Caffo. Ma ci sono anche 2 mila casi accertati di minori scomparsi, «dei quali non sappiamo se sono con le famiglie o chissà dove», aggiunge Marina Lypovetska dell’associazione ucraina Magnolia, con sede a Kiev. Ci sono segnalazioni di bambini scomparsi da Kiev, Irpin, Zaporizhia, Mariupol, Odessa. E ci sono anche 200 casi aperti e certificati di adolescenti spariti nel nulla, probabilmente rapiti. Di cui le famiglie, ancora vive, hanno denunciato la scomparsa.


Almeno 10 i casi in cui si ha la certezza che hanno passato la frontiera. E sono in Europa, ma non si sa dove. La maggior parte, spiega il quotidiano, sono ragazze tra i 16 e i 18 anni. Che sono sparite nei primi giorni di marzo, non risultano tra le vittime e potrebbero essere rapite. Non per forza dai russi, come insegna la storia di Larissa, 16 anni di Leopoli, ritrovata in Romania. O quella di Mykyla, 15 anni, ritrovato in Germania all’interno di una comunità religiosa: «Mykyla è di Odessa – spiega ancora Marina – era stato preso da due volontari di una comunità religiosa. Lo hanno portato in Germania in macchina con altre due ragazze di 15 anni. Mykyla aveva un permesso dei suoi genitori ma in realtà era un falso fatto da lui stesso. Sembrava una situazione molto preoccupante, ci siamo attivati».

La fine della storia di Sasha

Intanto emergono ulteriori dettagli sulla morte di Sasha, la cui morte è stata annunciata ieri dalla madre su Instagram. La Stampa scrive oggi che chi l’ha trovato ha detto che sul suo corpo c’erano ferite da arma da fuoco. La procuratrice generale Irina Venediktova ha detto ieri che i sospetti crimini di guerra al momento oggetto di indagine da parte della giustizia ucraina sono almeno cinquemila. Venediktova ha accusato l’esercito russo di aver commesso violenze sessuali non solo contro donne e uomini, ma anche nei confronti di bambini e anziani. Intanto a Bucha almeno 25 ragazze, alcune di appena 14 anni, hanno raccontato di essere state violentate. Orrori su cui per la prima volta è intervenuto il presidente russo Vladimir Putin, parlando di «provocazioni rozze e ciniche» da parte ucraina in una conversazione con il premier ungherese Viktor Orban, che intanto ha chiesto un cessate il fuoco immediato, invitando il leader del Cremlino a recarsi a Budapest per colloqui di pace con i leader di Francia, Germania e Ucraina.

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