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Gas, botta e risposta tra Russia e Italia. Roma: «Ci ricattano». Mosca: «Di Maio non ha capito, come al solito»

Lo scontro arriva a poche ore dal viaggio del premier Draghi in Algeria, dove incontrerà il presidente Tebboune per un accordo sulle forniture di gas

Botta e risposta tra Roma e Mosca a poche ore della visita ufficiale del premier Draghi in Algeria. Il presidente del Consiglio volerà domani ad Algeri per incontrare il Presidente Tebboune e, nelle scorse ore, il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, aveva dichiarato che il viaggio «permetterà all’Italia di fronteggiare gli eventuali attacchi ricatti russi» sul gas, come peraltro già dichiarato nelle scorse settimane. Quest’oggi la portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha pubblicato sul proprio canale Telegram un nuovo messaggio, che va a punzecchiare l’accelerata del governo italiano e del ministro italiano: «Il ministro degli Esteri italiano ha fatto confusione, come sempre. Non è la Russia che ricatta l’Unione Europea con le forniture di gas, che nonostante tutto, stanno andando a gonfie vele. È l’Unione Europea che ricatta la Russia con sanzioni, minacce di nuove restrizioni e fornendo armi di ogni tipo all’Ucraina». Ad Algeri Draghi siglerà un accordo che porterà all’aumento di almeno 9 miliardi di metri cubi l’attuale capacità del gasdotto Transmed, facendo così passare la capacità massima del gasdotto da 21 a 30 i miliardi di metri cubi. Un accordo che accelererebbe dunque l’inizio dell’abbandono della dipendenza dal gas russo, nel solco del progressivo piano di diversificazione delle fonti energetiche più volte auspicato e cercato dall’esecutivo italiano. Un’operazione che, per ovvie ragioni, agita Mosca.


La replica di Di Maio

Il portavoce del ministro Di Maio, nel pomeriggio, ha risposto alle accuse della portavoce del ministro degli Esteri russo Lavrov. «Ricatti? Direi che il vero e unico ricatto è chiedere il pagamento in rubli di contratti di gas già in corso, e quella russa è chiaramente una richiesta inaccettabile – ha dichiarato Giuseppe Marici, portavoce del ministro Di Maio -. L’Italia, per evitare di affrontare eventuali crisi derivanti da queste condizioni irricevibili, sta agendo per diversificare le fonti di approvvigionamento. Come Unione Europea, giustamente, stiamo potenziando un piano di sicurezza energetica a tutela dei nostri cittadini». Nei giorni scorsi, sempre la portavoce del ministro degli Esteri russo aveva accusato l’Italia di aver avuto una «posizione indecente» sul nuovo pacchetto di sanzioni contro la Russia. Un’accusa a cui il premier Draghi aveva risposto trenchant: «Sanzioni indecenti? Di indecenti ci sono solo i massacri che vediamo tutti i giorni».


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