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Shanghai in lockdown, così la censura di Pechino sui social tiene nascosta ai cinesi la carenza di cibo

La città da 26,3 milioni di abitanti è entrata in lockdown il 28 marzo. Il 10 aprile i nuovi casi di Covid sono stati 25.173

Il mercato cinese dei social network si muove dentro una bolla separata dal resto del mondo. Gli analisti la chiamano Great Firewall, ispirandosi a quella Grande Muraglia che per centinaia di anni ha difeso il territorio cinese dalle invasioni esterne. Questa protezione fatta di codici e squadroni di informatici chiude e isola qualsiasi informazione che non sia gradita alla censura cinese. Una categoria in cui secondo la testata The Insider sarebbero finiti anche i messaggi e le ricerche sulla carenza di cibo a Shanghai, la megalopoli chiusa in un lockdown da due settimane dopo l’aumento di nuovi casi di Coronavirus. Secondo la Shanghai Municipal Health Commission, il 10 aprile sono stati registrati 25.173 casi asintomatici di Covid e 914 casi sintomatici.


I giornalisti Waiyee Yip and Weilun Soon hanno spiegato che nelle ultime settimane sul social Weibo, una sorta di Twitter cinese, era diventato molto popolare l’hashtag “Comprare alimenti a Shanghai”. Qui gli utenti potevano trovare guide e suggerimenti per recuperare scorte alimentari. La carenza di cibo nei supermercati della megalopoli è stata documentata da diversi video, per questo sui social molti utenti hanno cominciato ad organizzarsi per scambiarsi scorte o vendere cibi in eccesso. Un utente ha pubblicato, sempre su Weibo, un post in cui scriveva: «Buone notizie! Il problema dell’acquisto di generi alimentari a Shanghai è stato risolto». E sotto pubblicava lo screenshot dell’hashtag per la ricerca di cibo dove si vedeva che la pagina non era più raggiungibile. Il post è diventato virale: 133 mila like e 34 mila repost. Diversi utenti hanno segnalato come questo hashtag non venisse utilizzato solo per cercare alimenti ma anche per pubblicare video di protesta e commenti contro il governo.


Cosa sta succedendo a Shanghai

Il 28 marzo Shanghai è entrata in lockdown. Nella megalopoli cinese da 26,32 milioni di abitanti, il numero di casi di Covid-19 ha superato la soglia di sicurezza delle autorità cinesi. Sui social occidentali stanno diventando virali i video che raccontano il lockdown della città, tra strade deserte, sigilli sulle case dei positivi e squadroni di operatori sanitari che controllano i passanti. Alcuni positivi vengono trasferiti in strutture apposite. Il governo municipale di Shanghai ha fatto sapere che dall’inizio del lockdown sono state allestite 100 strutture ospedaliere per garantire circa 160 mila posti letto.

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