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Salerno, l’indagine della procura sugli specializzandi e le flessioni a Ortopedia: «Ci sono altri casi»

La pm Katia Cardillo ha aperto un’inchiesta contro ignoti e senza ipotesi di reato. Massimo Minerva, il fondatore dell’associazione che ha denunciato il caso: «Sono anni che va avanti»

Nei canali dell’Associazione Liberi Specializzandi (Als) ormai è diventato il Professor Flessioni. A volte compare anche la variante Professor Piegamenti. A 10 giorni dalle prime denunce, l’inchiesta della Procura di Salerno sul caso della Scuola di Specializzazione di Ortopedia dell’Azienda ospedaliera Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona ha cominciato a muoversi. Dai video diffusi in rete da Als si vede il professor Nicola Maffulli, direttore della Scuola, mentre obbliga uno specializzando arrivato in ritardo a offrire la colazione a tutti i colleghi e portare a termine una serie di piegamenti davanti a tutti. Una punizione che, secondo la denuncia degli specializzandi, non sarebbe un caso isolato ma un metodo che Maffulli applicherebbe da diverso tempo. L’indagine penale è stata affidata alla pm Katia Cardillo. Al momento è contro ignoti e non è chiara l’ipotesi di reato. Come riporta il Corriere della Sera, sono stati sentiti i primi testimoni. Cardillo non vuole ancora rivelare nessun dettaglio: «Non voglio entrare nel merito dell’inchiesta. Stiamo cercando di capire cosa sia successo e non dico altro».


Fra i testimoni ascoltati c’è anche Massimo Minerva, fondatore di Als. Medico anestesista, Minerva ha 66 anni e ha aperto questa associazione il 21 marzo del 2018 dopo aver acquisito un discreto credito sui social per aver guidato un gruppo Facebook in cui dava consigli sui test di medicina. Sulle domande dei pm, Minerva non ha voluto rilasciare commenti: «Mi spiace ma non posso dire nulla». In un servizio video diffuso dalla testata locale Irpinia News però ha spiegato che è stato lui a consigliare allo specializzando di riprendere in video quello che stava succedendo nella Scuola di Specializzazione di Ortopedia a Salerno: «Sono anni che succede questa cosa. Qualcuno me ne ha parlato e allora gli ho detto “Registra”. Lui l’ha fatto. Io ho in mano due video. Io capisco che il professore dica che è un gioco ma questo non è vero. Un gioco si fa tra pari. Se io sono un professore e tu sei l’allievo non siamo pari».


La lettera in difesa del professor Maffulli

Alcuni dipendenti dell’Azienda ospedaliera Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona hanno deciso di prendere le difese del professor Maffulli con una lettera aperta che hanno diffuso alla stampa: «Siamo concordi nell’esprimere pieno sostegno al professore dottor Nicola, stimato da tutti quale serio professionista, dalla condotta sempre specchiata. Inoltre, gli scriventi sentono doveroso precisare che dietro la figura professionale c’è l’uomo conosciuto nei lunghi anni di intenso lavoro. Sempre gentile, mai sopra le righe, costantemente attento alle esigenze di studenti e collaboratori. Ci auguriamo che la verità prevalga sempre in ogni sede».

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