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Via Crucis, Ucraina e Russia simbolicamente unite per la pace. Irina e Albina reggono insieme la croce – Il video

La preghiera del Pontefice contro la guerra in Ucraina: «Dio, disarma la mano alzata del fratello contro il fratello perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia»

Nonostante le polemiche dei giorni scorsi e delle ultime ore, Irina e Albina, l’una ucraina, l’altra russa, hanno sorretto insieme la croce della XIII stazione della Via Crucis al Colosseo, davanti a 10mila fedeli, in presenza di Papa Francesco, dopo due anni di cerimonie in una piazza San Pietro deserta a causa delle restrizioni legate alla pandemia di Coronavirus. Una porzione di processione che, a differenza degli scorsi anni, si è svolta nel totale silenzio, senza la tradizionale meditazione in sottofondo. Il portavoce vaticano, Matteo Bruni, ha spiegato le ragioni di questa scelta: «Di fronte alla morte il silenzio è più eloquente delle parole. Sostiamo pertanto in un silenzio orante e ciascuno nel cuore preghi per la pace nel mondo». La decisione del Pontefice di far portare la croce in corrispondenza della XIII stazione della passione alle due donne in segno di riconciliazione, non è stata ben accolta in particolare in Ucraina, tant’è che i media di Kiev hanno deciso di boicottare la Via Crucis. Papa Francesco ha poi concluso il tradizionale rito del Venerdì Santo con una preghiera, con un riferimento sulla guerra in Ucraina: «Dio, converti al tuo cuore i nostri cuori ribelli, perché impariamo a seguire progetti di pace, porta gli avversari a stringersi la mano, perché gustino il perdono reciproco, disarma la mano alzata del fratello contro il fratello, perché dove c’è l’odio fiorisca la concordia».


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