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25 aprile, Pagliarulo (Anpi) fa marcia indietro: «La resistenza armata in Ucraina è legittima»

Il presidente nazionale di Anpi è finito nelle polemiche per le sue posizioni considerate “filorusse”. Per il 25 aprile si temono tensioni alla manifestazione: servizio d’ordine rinforzato

«Tutto è nato dall’invasione russa, moralmente e giuridicamente da condannare e condannata, senza se e senza ma, a cui hanno fatto e stanno facendo seguito uno scempio di umanità e di vita del popolo ucraino e una legittima resistenza armata. Oggi il punto è: come arrivare a una pace vera». Queste le parole del presidente nazionale Anpi (Associazione nazionale dei partigiani italiani) Gianfranco Pagliarulo – sul palco del teatro Kursaal Santalucia di Bari all’evento organizzato in occasione del 77esimo anniversario della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo -, che sembra fare marcia indietro rispetto alle dichiarazioni dei giorni scorsi.


Di Pagliarulo aveva fatto discutere il no secco all’invio delle armi in Ucraina, nonché alcuni post social, risalenti al 2014/2015, dopo l’invasione del Donbass, in cui il presidente nazionale di Anpi sembrava schierarsi contro l’Ucraina, definendo «nazistoide» il governo di Kiev. Pagliarulo, dunque, era finito nella bufera per le sue posizioni ritenute filorusse. Una situazione che resta incandescente e che verrà attenzionata anche il 25 aprile, nel corso del corteo che dalle 14.30 attraverserà Milano. Rinforzato il servizio d’ordine, si temono contestazioni e tensioni, magari tra chi ha posizioni diverse sulla guerra in Ucraina. Sarà presente anche il sindaco Beppe Sala e una cittadina ucraina che racconterà della resistenza del suo popolo contro i russi di Putin. Sala ha già bacchettato il presidente nazionale di Anpi: «L’ho detto che non mi ritrovo in tante dichiarazioni di Gianfranco Pagliarulo, lui ci sarà alla manifestazione del 25 aprile a Milano, ma non credo sarà quello il momento per chiarire. Mi piacerebbe che chiarisse meglio il suo pensiero in questi giorni».


Foto in copertina di repertorio: ANSA/FABIO FRUSTACI

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