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Papa Francesco: «Pronto a incontrare Putin a Mosca. Orbán mi ha detto che la guerra finirà il 9 maggio»

Il Pontefice: «A Kiev per ora non andrò. prima devo andare a Mosca. Ma anche io sono un prete, cosa posso fare? Se Putin aprisse la porta…»

Papa Francesco è pronto a incontrare Vladimir Putin a Mosca per la pace in Ucraina. In un’intervista rilasciata al direttore del Corriere della Sera Luciano Fontana il pontefice rivela tutti i tentativi fatti in questi mesi per fermare la guerra e rivela di essere pronto a volare a Mosca: «Il primo giorno di guerra ho chiamato il presidente ucraino Zelensky al telefono. Putin invece non l’ho chiamato. Ho voluto fare un gesto chiaro che tutto il mondo vedesse e per questo sono andato dall’ambasciatore russo. Ho chiesto che mi spiegassero e gli ho detto “Per favore, fermatevi”. Poi ho chiesto al cardinale Parolin, dopo venti giorni di guerra, di far arrivare a Putin il messaggio che io ero disposto ad arrivare a Mosca. Certo, era necessario che il leader russo concedesse qualche finestrina. Non abbiamo ancora avuto risposta e stiamo ancora insistendo. Anche se penso che Putin non possa e non voglia fare questo incontro in questo momento».


Il pontefice e il patriarca

Il Papa tenta anche di ragionare sulle radici del conflitto e dice che «l’abbaiare della Nato alle porte della Russia» ha indotto Putin a scatenare il conflitto: «Un’ira che non so dire se sia stata provocata, ma facilitata forse sì». Francesco sostiene di non sapere se sia giusto armare gli ucraini: «La cosa chiara è che in questa terra si stanno provando armi. I russi adesso sanno che i carri armati servono a poco e stanno pensando ad altre cose. Le guerre si fanno per questo: per provare le armi che abbiamo prodotto». Sulle altre visite al fronte è netto: «A Kiev per ora non vado. Ho inviato il cardinale Czerny (prefetto del dicastero per la promozione dello sviluppo umano integrale) e il cardinale Konrad Krajewsky (elemosiniere del Papa) che si è recato lì per la quarta volta. Ma io sento che non devo andare. Io prima devo andare a Mosca, devo incontrare Putin. Ma anche io sono un prete, cosa posso fare? Faccio quello che posso. Se Putin aprisse la porta…».


E l’incontro con Kirill, patriarca capo della Chiesa ortodossa russa? «Ho parlato con lui 40 minuti via Zoom. I primi venti con una carta in mano mi ha letto tutte le giustificazioni alla guerra. Ho ascoltato e gli ho detto: di questo non capisco nulla. Il Patriarca non può trasformarsi nel chierichetto di Putin. Io avevo un incontro fissato con lui a Gerusalemme il 14 giugno. Ma adesso anche lui è d’accordo a fermarsi». Poi il Papa rivela che secondo Viktor Orbán la guerra finirà davvero il 9 maggio: «Quando l’ho incontrato mi ha detto che i russi hanno un piano, che il 9 maggio finirà tutto. Spero che sia così, così si capirebbe anche l’escalation di questi giorni. Perché adesso non è solo il Donbass, è la Crimea, è Odessa, è togliere all’Ucraina il porto del Mar Nero, è tutto. Io sono pessimista ma dobbiamo fare il possibile perché la guerra si fermi».

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