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L’indagine dell’Associated Press sul raid russo al teatro di Mariupol: «Le vittime non sono state 300, ma almeno il doppio» – Il video

L’agenzia di stampa americana ha ricostruito l’attacco attraverso le testimonianze di sopravvissuti e soccorritori, oltre a foto, video e planimetrie in 3D dell’edificio

Le vittime del bombardamento russo del 16 marzo sul teatro di Mariupol sarebbero almeno 600, quasi il doppio rispetto al bilancio ufficiale. La nuova stima farebbe dell’attacco russo nel cuore di Mariupol l’episodio più letale di questi 70 giorni di guerra. Lo rivela l’Associated Press, che ha svolto una lunga indagine pubblicata sul suo sito web. L’agenzia di stampa americana ha ricostruito l’attacco attraverso le testimonianze di 23 tra sopravvissuti e soccorritori, le planimetrie dell’edificio rielaborate in 3D, e foto e video realizzati prima, durante e dopo il raid, avvalendosi poi della valutazione di numerosi esperti per validare la metodologia utilizzata. James Gow, professore di sicurezza internazionale al King’s College di Londra, ha detto che le testimonianze dei sopravvissuti saranno fondamentali per documentare ciò che è successo quel giorno e provare la sistematicità dei crimini contro l’umanità perpetuati dai russi in Ucraina. 


La ricostruzione

Secondo quanto ricostruito da Ap, il teatro era stato adibito a rifugio antiaereo nei giorni successivi all’invasione russa per via delle sue dimensioni, della robustezza delle mura e dell’ampio seminterrato. Già il primo giorno ospitava 600 persone, arrivate a circa 1.200 al momento dell’attacco aereo, con una stima di una persona ogni 3mq. Stando al racconto dei sopravvissuti, che hanno descritto nel dettaglio dove erano collocate le persone all’interno dell’edificio, chi si trovava vicino alle due uscite accessibili, quella principale e una laterale, è riuscito a fuggire, mentre tutti gli altri sono stati seppelliti dalle macerie. Ma sia i sopravvissuti che i soccorritori hanno detto di aver visto uscire al massimo 200 persone. Alle vittime rimaste intrappolate, oltre ai feriti morti nei giorni successivi, andrebbero aggiunte almeno 100 persone, che si trovavano in una cucina da campo allestita appena fuori dall’edificio, colpita in pieno dalle bombe russe.  


La responsabilità russa

Nessuno dei testimoni ha mai dubitato dell’intenzionalità dell’attacco: era risaputo che il teatro fungesse da rifugio antiaereo, come era nota la presenza di numerosi bambini, denunciata la settimana prima del bombardamento da alcune scritte in cirillico visibili persino dai satelliti, dipinte sui marciapiedi esterni dallo scenografo del teatro. Allo stesso modo, nessuno ha mai questionato la paternità dell’attacco, messa invece in dubbio da Mosca, che ha negato ogni responsabilità, affermando che il teatro era stato demolito dalle forze ucraine dopo essere stato adibito a base militare. Circostanza smentita dai sopravvissuti, che hanno detto ad Ap di non aver mai visto soldati ucraini all’interno dell’edificio. In un report di metà aprile, l’Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa ha accertato che l’attacco è stato deliberato. Lo confermano anche due esperti di munizioni intervistati da Ap, che ipotizzano l’utilizzo di un bomba da 500 kg trasportata da un aereo di guerra russo: «Era troppo per essere una semplice granata d’artiglieria», ha detto Mark Cancian, un analista di esplosivi del Centro per gli studi strategici internazionali. «Il fatto che abbia colpito in pieno la piazza mi porta a credere che è esattamente lì che stavano mirando».

Il giallo dei corpi

Una domanda rimane però aperta e difficilmente troverà una risposta certa: quanti sono davvero i corpi rimasti seppelliti sotto le macerie del teatro e cosa ne è stato? La Ap cita un video girato da media russi sotto il controllo statale che aveva mostrato l’interno dell’edificio privo di cadaveri. Ma molti testimoni dicono altro. Se la mancanza di tanti corpi ha spinto alcuni soccorritori a ipotizzare che le morti fossero meno di quanto stimato, la maggior parte dei sopravvissuti, certi della quantità di persone presenti al momento del raid aereo, suggerisce che i corpi si siano polverizzati con l’esplosione o che siano stati rimossi appositamente dai russi per minimizzare l’accaduto.  

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