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Agli oligarchi russi sequestrati 10 miliardi di euro in Europa, il 20% solo in Italia: l’ipotesi (complicata) di usare ville e yacht per risarcire Kiev

Bruxelles valuta la possibilità di confiscare definitivamente i beni sequestrati ai russi dall’inizio della guerra. Ma mentre la Commissione Ue cerca di basare ogni mossa su una base giuridica, l’esercito russo sarebbe impegnato in una serie di  «furti di guerra» dal grano all’acciaio fermo nei porti ucraini

I sequestri agli oligarchi russi in Italia per effetto delle sanzioni europee contro la Russia per l’invasione in Ucraina potrebbero contribuire per almeno un quinto del totale nel Vecchio continente a risarcire Kiev dai danni provocati dalla guerra. L’idea che la Commissione Ue sta portando avanti è quella di confiscare i beni sequestrati dall’inizio del conflitto, che finora ammonterebbero a quasi 10 miliardi di euro in beni e conti correnti, legati a 1.093 personaggi. Per Bruxelles però la strada non è semplice, come spiegano Federico Fubini e Florenza Sarzanini sul Corriere della Sera, visto che l’Ue si ritrova a combattere una guerra anche economica «ambigua e asimettrica».


Da un lato l’Europa si sta impegnando a mettere a segno ogni colpo contro aziende e soggetti russi su una base giuridica. Dall’altro il Cremlino non pare curarsi troppo della legalità delle mosse del proprio esercito, come per esempio nel caso dell’acciaio della Azovstal, che secondo la Metinvest che possedeva l’impianto di Mariupol, rischia di essere depredato dai russi. A bordo delle navi cargo nel porto ucraino ci sarebbero 20 tonnellate di acciaio, destinate anche all’Italia, di cui i russi potrebbero impossessarsi per contrabbandare l’acciaio verso Paesi che non hanno imposto le sanzioni contro Mosca.


I sequestri in Italia

L’ipotesi della Commissione europea vedrebbe comunque l’Italia tra i contribuenti principali dei rimborsi agli ucraini. Nel nostro Paese si registra il 20% dei beni sequestrati in tutta Europa tra ville e yacht degli oligarchi. Una guerra economica fra Russia e Occidente che continua senza sosta. Sono 1.093 i nomi di cittadini russi, bielorussi e ucraini delle autoproclamate repubbliche di Donetsk e Lugansk, inseriti nella lista di sanzioni individuali di Bruxelles. Il valore dei sequestri, a livello europeo, è di quasi 10 miliardi di euro. 1,75 miliardi si trovano solo in Italia, quindi il 20 per cento dei patrimoni bloccati. Il motivo è semplice: gli oligarchi russi hanno sempre preferito l’Italia per le loro vacanze e per la manutenzione delle loro mega barche.

Chi sono gli oligarchi russi colpiti

C’è, ad esempio, Alisher Usmanov, proprietario della casa editrice Kommersant, socio del conglomerato Metalloinvest, comproprietario peraltro del secondo operatore telefonico russo, che ha visto sequestrarsi un «compendio immobiliare» in provincia di Sassari da 17 milioni di euro oltre a sei «veicoli societari» per la gestione di case e di auto per 66 milioni. L’economia sarda poteva contare su 40 milioni di fatturato ogni anno per ormeggi, feste e catering russi. Colpito anche Alexei Mordashov, primo azionista del colosso dell’acciaio russo Severstal: a lui è stato sequestrato un «complesso immobiliare» da 105 milioni di euro e uno yacht da 65 milioni a Imperia.

A questo si aggiunga la maxi barca da 530 milioni di euro del magnate dei fertilizzanti Andrej Melnichenko e il complesso immobiliare del tycoon bielorusso Dmitry Mazepin. È stato sequestrato dalle autorità italiane. Adesso, però, bisognerà capire se tutta questa fortuna potrà essere confiscata in questo modo, senza nemmeno una condanna penale in Europa.

Foto in copertina di repertorio: ANSA/ FABRIZIO TENERELLI

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