Scopri di più su DOMINO, la nuova rivista sul mondo che cambia

Vaiolo delle scimmie, l’Oms avverte: «Allerta contagi in estate con festival e feste»

Secondo il direttore dell’Oms della regione europea, l’attuale rapido aumento dei contagi si sta verificando «nel contesto della recente revoca delle restrizioni pandemiche ai viaggi e agli eventi internazionali»

In Europa (e altrove) il rischio di trasmissione del vaiolo delle scimmie crescerà in estate. L’attuale rapido aumento dei contagi si sta infatti verificando «nel contesto della recente revoca delle restrizioni pandemiche ai viaggi e agli eventi internazionali». Ad annunciarlo è Hans Henri P. Kluge, direttore dell’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) per la regione europea. Sarebbe proprio sullo sfondo di alcuni assembramenti che il virus ha avuto la possibilità di diffondersi, avvisa l’Organizzazione, e i festival e le feste che arriveranno con l’estate saranno «ulteriori contesti in cui potrebbe verificarsi un’amplificazione» del Monekey pox. È proprio in questi ambienti che vi sono «opportunità per impegnarsi con persone giovani, sessualmente attive e mobili a livello globale», spiega l’Oms, il quale evidenza che buona parte dei casi registrati fino ad oggi sono collegati a un’attività sessuale, «che coinvolge principalmente uomini che hanno rapporti sessuali con uomini», molti dei quali hanno segnalato di aver avuto più partner e in parte associati a grandi feste.


L’Organizzazione ha però specificato che il virus non è associato a un gruppo di persone specifico e può colpire chiunque. Inoltre «non sappiamo ancora se il virus possa diffondersi da una persona all’altra attraverso lo sperma o i fluidi vaginali, né se il virus possa persistere in questi liquidi corporei per periodi di tempo più lunghi», ha dichiarato il direttore Kluge. Poi ha aggiunto che non ci sono ancora informazioni esatte su quale possa essere l’impatto sulla salute di coloro che svilupperanno gravi sintomi a causa della contrazione del vaiolo delle scimmie, soprattutto nei bambini, nelle donne in gravidanza e negli individui immunocompromessi. Nonostante stiano uscendo in queste settimane i primi casi confermati, la diffusione era in corso già da metà aprile, secondo quanto si apprende dalla dichiarazione di Kluge.


Leggi anche: